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Se le statine ti hanno dato disturbi, oppure le prendi ma il colesterolo LDL resta sopra l’obiettivo che ti è stato indicato, la domanda è concreta: che cos’altro esiste? Esistono diversi farmaci che abbassano l’LDL senza essere statine, e tre di questi hanno dimostrato di ridurre anche infarti e ictus. Lo hanno fatto però in gruppi di persone diversi e con ruoli diversi: a volte al posto della statina, più spesso accanto.
Da qui nasce la distinzione che conta. Abbassare il valore dell’LDL e prevenire un evento cardiovascolare sono due risultati separati, e non tutti questi farmaci li hanno raggiunti entrambi. Le statine restano il trattamento di riferimento per chi può assumerle. Le alternative servono quando le statine non bastano o non sono tollerate.

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Quando si passa a un farmaco diverso dalla statina
I farmaci non statinici trovano spazio in due situazioni: quando le statine non sono tollerate e quando, pur assumendole, non si raggiunge l’obiettivo di LDL. Le raccomandazioni europee del 2025 indicano, per chi non può prendere statine, terapie con un beneficio cardiovascolare dimostrato. La scelta dipende dal tuo rischio cardiovascolare, da quanto LDL serve togliere e da come tolleri le cure.
Anche le raccomandazioni statunitensi del 2026 prevedono percorsi specifici per queste persone. Il primo passo è capire se si tratta davvero di intolleranza, perché un disturbo comparso durante la cura può avere altre spiegazioni.
L’intolleranza alle statine può essere parziale o completa. Per definirla, gli specialisti chiedono che siano state provate almeno due statine diverse, una delle quali alla dose giornaliera più bassa approvata. Nella valutazione rientrano anche altre possibili cause dei disturbi e le interazioni con altri medicinali.
Questa verifica la conduce il medico: non va sostituita da sospensioni o cambi fatti per conto proprio. Per chi è ad alto rischio, il percorso clinico per l’intolleranza consente di iniziare subito una terapia non statinica mentre si cerca una statina sopportabile.
Tre alternative con prove su infarto e ictus
Ezetimibe è una compressa che, usata da sola, riduce l’LDL in media di circa il 18%. Le prove più solide sugli eventi riguardano il suo uso insieme a una statina. Il beneficio osservato è modesto e riguarda soprattutto infarti e ictus non fatali, senza una chiara riduzione della mortalità.
L’acido bempedoico si prende per bocca una volta al giorno. È stato studiato su 13.970 persone che non tolleravano le statine e avevano una malattia cardiovascolare o un rischio elevato. Dopo poco più di tre anni, gli eventi maggiori erano avvenuti nell’11,7% dei trattati contro il 13,3% di chi riceveva il placebo.
In pratica, su cento persone trattate, si sono avuti meno di due eventi in meno. Nel conteggio rientravano morte cardiovascolare, infarto, ictus e interventi per riaprire le coronarie. Sulla mortalità, considerata da sola, non sono emerse riduzioni significative. Quasi una persona su quattro, inoltre, assumeva comunque una statina.
Gli anticorpi monoclonali anti-PCSK9, evolocumab e alirocumab, si somministrano con un’iniezione e abbassano l’LDL in misura maggiore: indicativamente tra il 45 e il 64%. Hanno ridotto gli eventi cardiovascolari nelle persone ad alto rischio studiate, ma sono stati provati quasi sempre in aggiunta alla terapia già in corso. Manca la prova che sostituire del tutto la statina sia preferibile.
Queste percentuali non si prestano a una classifica. Dipendono dalla terapia di fondo e dalle persone coinvolte, e i risultati di studi diversi non si confrontano direttamente.
Gli effetti indesiderati da conoscere
L’acido bempedoico può aumentare l’acido urico e favorire la gotta: nello studio la gotta è comparsa nel 3,1% dei trattati contro il 2,1% con placebo. I calcoli della colecisti sono stati riportati nel 2,2% contro l’1,2%. Si sono osservati anche aumenti di alcuni valori del fegato e della creatinina, un indicatore della funzione dei reni.
L’acido bempedoico è controindicato in gravidanza e allattamento e interagisce con la simvastatina. Per inclisiran, di cui si parla più avanti, sono riconosciute reazioni nel punto di iniezione.
Se compaiono disturbi, o se l’LDL resta alto nonostante la cura, parlane con il medico prima di interrompere o modificare qualsiasi farmaco.
Inclisiran e le novità del 2026: LDL più basso, prove ancora attese
Inclisiran non è un anticorpo. È una piccola molecola di RNA che limita la produzione di PCSK9 e riduce l’LDL di circa il 50%. Si somministra con un’iniezione iniziale, una seconda dopo tre mesi e poi una ogni sei mesi.
Il suo effetto su infarti e ictus resta da confermare negli studi dedicati. Un calo così marcato è un risultato misurato nel sangue. Quanti eventi eviti davvero è ancora in fase di verifica.
Anche l’aggettivo “nuovi” va preso con misura: acido bempedoico e inclisiran hanno ricevuto l’autorizzazione europea nel 2020, alirocumab nel 2015. Le vere novità del 2026 sono obicetrapib, anche associato a ezetimibe, e lerodalcibep. Il 23 luglio 2026 il comitato scientifico dell’Agenzia europea dei medicinali ha espresso un parere favorevole basato sulla riduzione dell’LDL.
Per questi due farmaci le prove sulla prevenzione di infarto e ictus devono ancora arrivare. Il parere favorevole, da solo, non indica quando saranno in farmacia né se saranno rimborsati.
Davanti a un’alternativa alla statina, quindi, il numero da guardare è solo una parte della risposta. Contano anche altri due aspetti: se il farmaco ha ridotto gli eventi in persone simili a te, e se è stato usato al posto della statina o insieme a essa. Ezetimibe, acido bempedoico e anticorpi anti-PCSK9 hanno questa risposta, ciascuno nel proprio contesto. Per inclisiran e per i farmaci più recenti, oggi si conosce soprattutto l’effetto sul colesterolo.
Fonti
- LDL-C lowering therapies – EAS
- NLA Statement on Statin Intolerance | NLA
- 2026 ACC/AHA/AACVPR/ABC/ACPM/ADA/AGS/APhA/ASPC/NLA/PCNA Guideline on the Management of Dyslipidemia: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Joint Committee on Clinical Practice Guidelines
- Bempedoic Acid and Cardiovascular Outcomes in Statin-Intolerant Patients
- PCSK9 inhibitors for prevention of cardiovascular disease | Cochrane
- Leqvio | European Medicines Agency (EMA)
- Nilemdo | European Medicines Agency (EMA)
- Ubeslo | European Medicines Agency (EMA)
- 2026 ACC/AHA/AACVPR/ABC/ACPM/ADA/AGS/APhA/ASPC/NLA/PCNA Guideline on the Management of Dyslipidemia: (JACC May 2026-2)-Article: ACC/AHA/AACVPR/ABC/ACPM/ADA/AGS/APhA/ASPC/NLA/PCNA Guideline on the Management of Dyslipidemia
- Statin Intolerance
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