«Dopo i 60 non serve essere “sportivi”, basta essere…» il consiglio degli esperti

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Quando vale ancora la pena fare attività sportiva?

Esiste un limite di età oltre il quale i benefici non giustifichino più lo sforzo e l’impegno?

Alcuni pensano che ormai sia tardi, che i benefici siano limitati, o che per ottenere risultati serva diventare “sportivi”. E così si rassegnano a una vita più sedentaria, convinti che il movimento sia affare da giovani.

Ma la scienza ha una risposta sorprendente e molto incoraggiante: dopo i 60 anni, non serve essere sportivi. Basta essere attivi.

Una buona notizia (confermata dalla ricerca)

Una delle più grandi revisioni scientifiche mai pubblicate sul tema, apparsa nel British Journal of Sports Medicine nel 2025, ha analizzato 85 studi internazionali e ha dimostrato che anche chi inizia a muoversi tardi nella vita riduce il rischio di morte per tutte le cause del 22-25%. E il beneficio è ancora maggiore per chi mantiene o aumenta il proprio livello di attività nel tempo.

Un altro studio, pubblicato su JAMA Network Open, ha mostrato che le persone che iniziano a fare attività fisica tra i 40 e i 60 anni hanno una riduzione del rischio di morte per malattie cardiovascolari del 43%.

E non serve correre maratone: si parla di attività fisica nel tempo libero, come camminare, andare in bicicletta, nuotare o ballare.

Il punto non è “fare sport”, ma muoversi di più

Coppia di sessantenni che corre sulla spiaggia

Shutterstock/62913607

Quando pensiamo all’attività fisica, l’immaginario comune è fatto di palestra, corsa, sforzi intensi.

Ma in realtà il movimento che protegge la salute non deve essere estremo, né competitivo.

Gli esperti sono chiari: quello che serve è semplicemente restare attivi nella quotidianità.

Questo significa:

  • Camminare ogni giorno, anche a passo tranquillo
  • Usare le scale invece dell’ascensore
  • Fare giardinaggio, ballare, andare al mercato a piedi
  • Fare ginnastica dolce o yoga in casa o in gruppo
  • Pedalare o nuotare, se possibile e piacevole

Anche movimenti leggeri e frequenti, distribuiti lungo la giornata, sono sufficienti per stimolare il metabolismo, migliorare l’equilibrio, ridurre la pressione arteriosa, abbassare la glicemia e migliorare l’umore.

Perché il movimento è una medicina potentissima

Dopo i 60 anni il corpo cambia: si perde massa muscolare, si tende ad accumulare più grasso viscerale, le ossa diventano più fragili e il metabolismo rallenta.

Ma l’attività fisica regolare agisce contro tutti questi processi.

Gli effetti più importanti includono:

  • Riduzione del rischio cardiovascolare
  • Prevenzione della sarcopenia e delle cadute
  • Controllo del diabete di tipo 2
  • Miglioramento dell’equilibrio, della coordinazione e della mobilità
  • Prevenzione del decadimento cognitivo e della depressione
  • Maggiore autonomia e qualità della vita

E tutto questo senza dover sudare sette camicie. Il movimento regolare, adattato alle capacità individuali, è efficace anche se svolto a intensità lieve o moderata.

Non serve strafare, serve continuità

Il messaggio chiave è questo: è la regolarità che conta, non l’intensità.

  • Chi fa 20 minuti di camminata al giorno ha già più benefici di chi fa un’ora di sport una volta al mese.
  • E chi si muove 5 giorni su 7 vive mediamente più a lungo, ha meno malattie e conserva più a lungo la propria autonomia.

La soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è:

  • Almeno 150 minuti a settimana di attività moderata (come camminare)
  • Oppure 75 minuti a settimana di attività intensa (come andare in bici a ritmo sostenuto)

Ma anche quantità inferiori portano benefici, specie per chi parte da una condizione sedentaria.

Attivi sì, ma con buon senso

Naturalmente, chi inizia o riprende a muoversi dopo i 60 deve tener conto di eventuali limitazioni fisiche, problemi articolari o condizioni croniche. Per questo è importante:

  • Parlare con il proprio medico prima di iniziare un nuovo programma di attività
  • Scegliere attività graduali, compatibili con le proprie capacità
  • Evitare l’effetto “tutto e subito”, che aumenta il rischio di infortuni
  • Ascoltare il corpo: affaticamento e dolori sono segnali da rispettare, non da ignorare

Il consiglio degli esperti: trova il tuo stile di movimento

Non esiste un’attività migliore in assoluto. La scelta giusta è quella che ti piace, che ti fa sentire bene, e che puoi portare avanti nel tempo. Se è una camminata nel parco, benissimo. Se è una lezione di tai chi o una nuotata rilassata, perfetto.

L’obiettivo non è diventare un atleta, ma muoversi abbastanza da restare autonomo, lucido e in salute.

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