La risposta è sì, probabilmente sì, chi ha il colesterolo alto può mangiare le uova, ma purtroppo la verità è che ad oggi non esiste ancora una risposta definitiva su quante uova si possano mangiare alla settimana, anche in considerazione di risposte soggettive differenti.
Ma andiamo con ordine.
Un acceso dibattito
Le uova sono da tempo al centro di un dibattito nutrizionale, specialmente per chi tiene sotto controllo i livelli di colesterolo. Ricche di nutrienti, le uova sono una fonte eccellente di proteine di alta qualità, vitamine e minerali.
Se quindi da un punto di vista nutrizionale non ci sono dubbi sulla ricchezza di questo alimento, una delle possibili ombre è rappresentata dal contenuto in colesterolo: un singolo uovo di grandi dimensioni contiene circa 180 mg di colesterolo, quasi tutto nel tuorlo, una dose non troppo lontana dal limite superiore fissato dalle più recenti linee guida a 300 mg/die (linee guida 2019 ESC/EAS).

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Per anni si è creduto che questo alto contenuto potesse influenzare negativamente i livelli di colesterolo nel sangue, tuttavia studi più recenti hanno iniziato a sfumare questa visione, sebbene rimanga un aspetto rilevante in alcune categorie di pazienti (ad esempio in caso di ipercolesterolemia familiare).
Il nostro organismo è infatti in grado di regolare la produzione endogena di colesterolo in base all’assunzione dietetica: quando consumiamo più colesterolo con gli alimenti, il fegato ne produce di meno per compensare. Inoltre, il colesterolo alimentare sembra avere un impatto minore sui livelli ematici rispetto ad altri fattori, come
- genetica,
- attività fisica,
- assunzione di grassi saturi e trans,
- eccesso calorico.
Cosa sappiamo ad oggi
Dall’analisi della letteratura disponibile il quadro è purtroppo ancora nebuloso:
- Diverse ricerche hanno mostrato che, per la maggior parte delle persone, il consumo moderato di uova non ha effetti significativi sui livelli di colesterolo nel sangue (ma esistono evidenze di un possibile aumento del rischio di mortalità per dosi crescenti).
- È tuttavia importante notare che la risposta al consumo di colesterolo dietetico (o forse di uova in genere) può variare significativamente tra gli individui. Alcune persone, note come “iper-responders”, possono sperimentare un aumento dei livelli di colesterolo LDL e HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) con un maggiore apporto di colesterolo dalla dieta.
La regola da seguire
La chiave per mantenere il colesterolo a livelli salutari potrebbe non risiedere nell’eliminazione delle uova, ma piuttosto nell’osservare la dieta nel suo complesso, in cui è l’equilibrio generale e la necessaria rotazione degli alimenti a condurre a una moderazione nel consumo di uova, come chiaramente espresso dalle linee guida italiane per una sana alimentazione:
Non vi è alcuna ragione di porre limiti netti al consumo di uova. Tuttavia, nel considerare il bilanciamento generale della dieta e affinché vi siano presenti tutti gli alimenti nelle opportune quantità, un consumo appropriato per soggetti sani è di 2-4 uova a settimana, anche tenendo conto che a questa quota si aggiungono le uova eventualmente contenute come ingrediente in alimenti quali pasta all’uovo, biscotti, torte, ecc.
Nel caso di pazienti con il colesterolo alto (o comunque a rischio di malattie cardiovascolari) il consiglio è di monitorare il consumo di uova in base alle proprie risposte individuali al colesterolo dietetico (attraverso periodici esami del sangue) e agli obiettivi di salute. Consultare un medico o un dietologo può aiutare a stabilire un piano alimentare adeguato, che potrebbe includere il consumo moderato di uova.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.