Preferisci ascoltare il riassunto audio? Abbiamo scelto una voce realizzata con strumenti avanzati IA per rendere rendere i nostri testi subito accessibili a tutti
La notizia in breve
Negli ultimi dieci anni la mortalità per molte forme di tumore è scesa in Italia più che nel resto d’Europa. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante la presentazione del Comitato tecnico-scientifico del Registro nazionale tumori e del Coordinamento della Rete nazionale dei registri tumori dei sistemi sanitari regionali.
In merito ai dati, il ministro ha riferito che in Italia circa 390mila persone ricevono ogni anno una diagnosi di neoplasia e che nell’ultimo decennio la mortalità oncologica è diminuita del 9%, con risultati superiori alla media europea per diversi tumori diffusi, tra cui quello della mammella, per il quale la sopravvivenza a 5 anni si attesta a circa l’88%.
Schillaci ha inoltre richiamato le misure adottate a livello istituzionale, indicando lo stanziamento di dieci milioni di euro l’anno per il fondo legato al Piano Oncologico Nazionale, che prevede anche un meccanismo premiale per le Regioni che rendono pienamente operative le proprie reti oncologiche. Il ministro ha infine citato l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza per assicurare l’accesso a prestazioni avanzate, consulenza genetica e specifici tipi di radioterapia.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
A cosa servono i registri tumori
Un registro tumori raccoglie in modo sistematico i dati su tutti i nuovi casi di cancro in una popolazione definita: tipo di neoplasia, stadio alla diagnosi, trattamenti, esito nel tempo. Senza questa base non si possono misurare con affidabilità quanti si ammalano, quanti guariscono e quanto funzionano screening e cure. Per questo i registri sono considerati un’infrastruttura epidemiologica essenziale, più che un archivio amministrativo.
Mortalità e sopravvivenza non sono la stessa cosa
Incidenza, mortalità e sopravvivenza misurano aspetti diversi. L’incidenza indica quante nuove diagnosi si verificano; la mortalità indica quante persone muoiono per tumore nella popolazione; la sopravvivenza a cinque anni descrive la quota di pazienti ancora in vita a cinque anni dalla diagnosi. Un calo della mortalità, come il 9% riportato nell’ultimo decennio, può derivare da meno casi, da diagnosi più precoci, da terapie più efficaci, o da una combinazione di questi fattori.
La sopravvivenza va letta con una cautela tecnica nota agli epidemiologi. Anticipare la diagnosi allunga per definizione il tempo misurato dalla diagnosi in poi, anche quando il decorso non cambia. Per questo la mortalità di popolazione è considerata un indicatore complementare e più robusto per valutare i progressi reali.
Il caso del tumore della mammella
Il tumore della mammella è uno degli esempi in cui più fattori agiscono insieme. Lo screening mammografico permette di individuare lesioni in fase iniziale, quando sono più trattabili. Le cure si sono evolute verso approcci personalizzati in base alle caratteristiche biologiche del tumore. Resta aperto il tema della sovradiagnosi, cioè l’individuazione di lesioni che non avrebbero mai dato problemi clinici: un limite intrinseco di ogni programma di screening, su cui il dibattito scientifico è tuttora attivo.
Reti oncologiche e genetica
Le reti oncologiche organizzano i centri sul territorio in modo che il paziente acceda a percorsi condivisi, con team multidisciplinari che includono oncologo, chirurgo, radioterapista, patologo e altre figure. Il consenso clinico è che la presa in carico in centri con esperienza e percorsi strutturati migliori la qualità delle cure, specie per i tumori complessi.
La consulenza genetica riguarda le persone con sospetta predisposizione ereditaria, per esempio in presenza di più casi nella stessa famiglia. Identificare una mutazione predisponente consente sorveglianza mirata e, in alcuni casi, strategie di riduzione del rischio. Si tratta comunque di una minoranza dei tumori: la gran parte non ha una causa ereditaria identificabile.
Il peso dello stile di vita
Una quota rilevante dei tumori è associata a fattori modificabili. Il fumo di tabacco è il principale, seguito da alcol, eccesso di peso, sedentarietà e alimentazione povera di vegetali e ricca di carni lavorate. Anche alcune infezioni croniche, prevenibili con la vaccinazione, sono causa riconosciuta di specifici tumori. Su questi determinanti le evidenze sono solide, e la loro distribuzione nella popolazione influisce sull’andamento futuro di incidenza e mortalità tanto quanto i progressi terapeutici.
Tutte le news di The WOM Healthy su Google
Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.