Dopo un intervento, 28 ricette per ripartire: perché si mangia presto

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La notizia in breve

“Le ricette per la guarigione e il benessere”, realizzato da Academia Barilla con Eras Society Italy, propone indicazioni nutrizionali per le persone sottoposte a interventi chirurgici. Secondo il protocollo Eras, la ripresa di una corretta nutrizione entro 24 ore contribuisce a un recupero più rapido rispetto al digiuno prolungato dopo l’intervento, associato allo smantellamento dei muscoli e a estrema debolezza. Sono indicati pasti proteici, facili da preparare e digeribili.

Il volume, presentato al congresso nazionale Eras Italia P.O.I.S. del 16 e 17 settembre a Verona, contiene 28 ricette suddivise in tre sezioni: preparazione all’intervento, ripartire dal piatto e dopo la dimissione.

Marco Catarci, presidente di ERAS Italia, ha spiegato che l’intervento chirurgico altera l’anatomia e determina una risposta infiammatoria, mentre il protocollo punta a ridurla e a favorire il ritorno precoce all’alimentazione naturale. Marcello Zaccaria, Executive Chef di Academia Barilla, ha riferito che le indicazioni cliniche sono state tradotte in ricette con consistenza, quantità di proteine e facilità di masticazione adeguate.

Tra le preparazioni figurano yogurt greco con crema di arachidi e frutta secca, insalata di pollo e soia, mezzi rigatoni con crema di parmigiano e scorza di limone, bocconcini di filetto di manzo al pepe verde con spinaci e polpettone di tacchino con uova e formaggio. Il volume sarà disponibile nelle strutture ospedaliere aderenti al protocollo Eras e nell’area riservata ai soci del sito di Eras.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Perché l’alimentazione conta nel recupero

Un intervento chirurgico provoca una risposta dell’organismo che aumenta il consumo di energia e favorisce la perdita di tessuto muscolare. Se l’apporto di cibo resta insufficiente, recuperare forza può diventare più difficile, soprattutto per chi arriva all’operazione già indebolito o malnutrito. Per questo la nutrizione perioperatoria comprende anche la valutazione dello stato nutrizionale prima dell’intervento, non soltanto i pasti successivi.

Riprendere a mangiare presto, quando le condizioni cliniche lo consentono, è preferibile al digiuno prolungato. Le proteine contribuiscono al mantenimento dei muscoli e alla riparazione dei tessuti, ma un piatto «proteico» da solo non garantisce un’alimentazione sufficiente: contano anche l’energia complessiva, l’idratazione e la quantità che la persona riesce effettivamente ad assumere. La consistenza dei cibi può fare la differenza quando masticare, deglutire o tollerare un pasto normale è difficile.

Alimentazione precoce non significa alimentazione identica per tutti. Il tipo di intervento, il funzionamento dell’apparato digerente e l’eventuale presenza di nausea o complicazioni possono modificare tempi e modalità della ripresa. Quando mangiare normalmente non basta o non è possibile, l’assistenza nutrizionale può richiedere soluzioni diverse, scelte in base alla situazione clinica.

Il posto delle ricette nel percorso di cura

Ricette facili da preparare e gradevoli possono aiutare a rendere praticabili indicazioni nutrizionali che proseguono anche dopo la dimissione. Restano però uno strumento del percorso di recupero, non una misura sufficiente da sola: nutrizione, controllo dei sintomi e mobilizzazione fanno parte di una cura coordinata.

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