Influenza: è vero che i vaccini quest’anno sono più aggiornati del solito?

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Per la stagione influenzale 2026-2027 nell’emisfero settentrionale e in Italia, secondo il quadro regolatorio verificato al 26 ottobre 2026, sono state aggiornate tutte e tre le componenti vaccinali rispetto alla stagione 2025-2026. C’è quindi un aggiornamento più esteso della composizione rispetto all’anno precedente, ma il numero di ceppi sostituiti lascia aperta la questione della reale efficacia clinica sul campo, che dipende da fattori diversi dalla sola formula.

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Cosa cambia rispetto alla stagione precedente

Il confronto diretto con la passata stagione mostra perché l’intervento di quest’anno appare più ampio. Nel passaggio dal 2024-2025 al 2025-2026 era cambiata soltanto la componente A(H3N2), mentre le altre due erano rimaste identiche.

Per il 2026-2027 sono stati invece sostituiti tutti e tre i ceppi di riferimento: A(H1N1)pdm09, A(H3N2) e B/Victoria. Si tratta di tre sostituzioni contro una rispetto al turno precedente, un dato che descrive l’ampiezza della modifica annuale ma non definisce un evento eccezionale sul piano storico.

La composizione raccomandata nell’Unione Europea prevede una formulazione trivalente senza B/Yamagata. Questa struttura a tre componenti prosegue una transizione già avviata nelle stagioni passate, poiché non risultano circolazioni confermate del lignaggio B/Yamagata dopo marzo 2020.

I ceppi specifici indicati per il 2026-2027 variano leggermente in base al sistema produttivo utilizzato per realizzare i vaccini, pur mantenendo la medesima somiglianza antigenica con i virus di riferimento:

  • Vaccini ottenuti su uova e vivi attenuati: virus simili ad A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09, ad A/Darwin/1454/2025 (H3N2) e a B/Tokyo/EIS13-175/2025 (B/Victoria).
  • Vaccini ottenuti su colture cellulari: virus simili ad A/Missouri/11/2025 (H1N1)pdm09, ad A/Darwin/1415/2025 (H3N2) e a B/Pennsylvania/14/2025 (B/Victoria).

Perché la formula viene rivista ogni anno

Rinnovare per intero la lista dei ceppi non significa ricorrere a una procedura straordinaria. La composizione dei vaccini antinfluenzali viene riesaminata ogni anno attraverso una rete di sorveglianza globale, poiché i virus influenzali continuano a evolversi nel tempo.

Un esempio concreto di questo adeguamento continuo riguarda la componente A(H3N2) selezionata per il 2026-2027. I nuovi ceppi di riferimento A/Darwin appartengono ai virus del sottoclade K, un gruppo virale dell’influenza stagionale umana che si è diffuso ampiamente nella stagione precedente.

Le analisi antigeniche di laboratorio hanno guidato l’inserimento di questo sottoclade per riallineare il vaccino all’evoluzione osservata. Ogni anno la revisione verifica se i ceppi presenti nel vaccino rispecchiano ancora quelli in circolazione e sostituisce solo le componenti che mostrano scostamenti rilevanti.

Cosa dice questo aggiornamento sulla protezione reale

Avere tre componenti rinnovate in laboratorio rappresenta il presupposto tecnico per inseguire il virus, ma la protezione clinica reale si misura soltanto durante la stagione invernale. I dati antigenici da soli non bastano a stabilire in anticipo che il vaccino di quest’anno ridurrà infezioni, ricoveri o decessi più di quanto abbiano fatto le formulazioni passate.

L’efficacia sul campo varia da un anno all’altro e dipende in larga misura dalla corrispondenza con i virus circolanti nei mesi freddi. Poiché la scelta dei ceppi avviene a febbraio per consentire i tempi di produzione industriale, resta sempre un margine di incertezza rispetto ai virus che prevarranno effettivamente in autunno e in inverno.

A determinare il grado di copertura individuale contribuiscono anche l’età e le condizioni di salute di chi riceve la dose. L’aggiornamento della composizione mira quindi a mantenere il passo con i mutamenti del virus, piuttosto che ad aumentare in modo automatico la potenza del preparato rispetto agli standard abituali.

Chi rientra nell’offerta gratuita e la differenza con i vaccini potenziati

Nel linguaggio comune capita di confondere un vaccino aggiornato nei ceppi con un vaccino potenziato nella risposta, ma si tratta di due caratteristiche distinte. L’aggiornamento dei ceppi riguarda tutti i prodotti autorizzati per la stagione 2026-2027, mentre le formulazioni potenziate, come i vaccini adiuvati o ad alto dosaggio, sono prodotti specifici pensati per stimolare meglio il sistema immunitario.

La normativa nazionale distingue chiaramente questi aspetti e orienta l’impiego dei vaccini adiuvati e ad alto dosaggio soprattutto per le persone a partire dai 60 anni di età. In questo caso l’obiettivo è compensare il fisiologico calo della risposta immunitaria legato all’invecchiamento, indipendentemente dal numero di ceppi sostituiti quell’anno.

In Italia, per la stagione 2026-2027 la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente, a partire dall’inizio di ottobre e per tutta la durata della campagna, a specifiche fasce di popolazione. Rientrano tra i principali destinatari le persone dai 60 anni in su, le donne in gravidanza, i bambini tra 6 mesi e 6 anni e chi convive con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze da influenza.

Fonti

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