Trigliceridi alti? L’errore che quasi tutti fanno a colazione

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Pane e marmellata, qualche biscotto, un cappuccino zuccherato preso al bar: la colazione più comune è fatta in buona parte di farine raffinate e zuccheri. Se hai i trigliceridi alti, è un buon punto da cui guardare. Il problema però non sta in un alimento solo, né nell’ora in cui lo mangi.

Le indicazioni per chi ha i trigliceridi elevati riguardano una categoria di alimenti: i cereali raffinati e i prodotti con zuccheri aggiunti, in qualunque pasto. Il pane bianco ne è l’esempio più quotidiano. Non è un colpevole nascosto valido per tutti. Quanto pesa nel tuo caso dipende da quanto sono alti i valori e da che cosa li ha fatti salire.

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Perché il pane bianco finisce sotto osservazione

Per gli adulti con trigliceridi a digiuno tra 150 e 499 mg/dL, le linee guida americane sulla gestione dei grassi nel sangue, nella versione più recente, raccomandano un’alimentazione povera di zuccheri aggiunti, carboidrati raffinati e grassi saturi. Raccomandano anche di ridurre l’alcol. È un’indicazione basata su prove solide e riguarda il modo di mangiare nel suo insieme.

Dentro questa cornice il pane è il caso concreto. Tra i consigli pratici per chi ha i trigliceridi alti, il pane bianco compare come esempio di cereale raffinato da limitare. Al suo posto si suggerisce di preferire pane e cereali integrali.

Sostituire la fetta della colazione con una integrale è quindi un passo coerente con le raccomandazioni. Le riduzioni dei trigliceridi misurate negli studi riguardano però cambiamenti dell’alimentazione complessiva. Per questo nessuno può dirti di quanto scenderanno i tuoi valori con questa sola sostituzione.

Zucchero a colazione: dove conta davvero

Lo stesso ragionamento vale per gli zuccheri. Tra gli esempi pratici per ridurli ci sono limitare i dolci ricchi di zuccheri ed evitare le bevande zuccherate, comprese alcune bevande a base di caffè. L’indicazione riguarda le versioni zuccherate. Il caffè in sé resta fuori dal discorso.

Spremuta e succo meritano un discorso a parte, perché un succo 100% frutta e una bevanda con zuccheri aggiunti sono prodotti diversi. Una revisione di 26 studi randomizzati, con poco più di mille partecipanti, ha esaminato il succo 100% frutta. Non ha trovato variazioni significative dei trigliceridi.

Il dato va letto con prudenza. La revisione era finanziata dall’associazione europea dei produttori di succhi. Il risultato non dimostra che il succo sia innocuo a qualunque dose o con valori molto alti. Dice che mancano le prove per indicarlo come responsabile dei trigliceridi alti.

Prima della colazione, i tuoi numeri

Per capire quanto cambiare, conviene sapere dove ti trovi. Le soglie cliniche di riferimento sono queste:

  • da 150 mg/dL con esame a digiuno, o da 175 mg/dL senza digiuno: trigliceridi elevati;
  • da 500 mg/dL: forma severa;
  • da 1.000 mg/dL: rischio di complicazioni particolarmente alto.

Sono soglie cliniche, non confini biologici netti. Vanno interpretate tenendo conto del digiuno, della ripetizione dell’esame e di eventuali altre condizioni. Un singolo valore alto è diverso da un’ipertrigliceridemia che persiste nel tempo.

La colazione è solo uno dei fattori in gioco. I trigliceridi possono salire anche per diabete, malattia renale, obesità, consumo di alcol e alcuni farmaci. Sono le cosiddette cause secondarie e fanno parte della valutazione quanto la dieta.

Se pensi che un medicinale possa avere un ruolo, continua a prenderlo e parlane con il medico. L’eventuale modifica spetta a lui.

Sopra i 500 mg/dL la colazione non basta

Con trigliceridi pari o superiori a 500 mg/dL aumenta il rischio di pancreatite, un’infiammazione del pancreas. Il rischio diventa particolarmente marcato da 1.000 mg/dL in su.

In questa fascia serve una gestione medica, non soltanto un cambio di colazione. Possono essere necessarie restrizioni alimentari più stringenti e terapie prescritte, decise in base alla tua situazione. Se il tuo esame riporta questi valori, rivolgiti al medico invece di seguire una dieta standard fatta da solo.

Nella fascia più comune, tra 150 e 499, il pane integrale al posto di quello bianco ha senso come parte di un cambiamento più ampio. Le prove sui benefici per il cuore riguardano il modello alimentare complessivo. Lo stesso beneficio non è dimostrato per ogni alimento sostituito singolarmente. Abbassare un valore di laboratorio, di per sé, non equivale a prevenire un infarto.

Fonti

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