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Svegliarsi nel mezzo della notte con una sensazione di pressione allo stomaco e il bisogno continuo di eruttare può creare forte fastidio e rovinare il riposo. Se ti capita di vivere questa situazione, sappi che si tratta di un disturbo comune, legato nella maggior parte dei casi alla combinazione tra le abitudini a tavola e la posizione orizzontale che assumi durante la notte. L’aria presente nello stomaco deriva quasi interamente dall’aria deglutita involontariamente mentre mangi, bevi o parli, mentre i gas generati dalla fermentazione degli alimenti si accumulano prevalentemente nell’intestino.

Perché l’aria nello stomaco aumenta di notte
Quando ti sdrai, la forza di gravità smette di aiutare lo stomaco a separare i contenuti liquidi da quelli gassosi. In posizione eretta l’aria sale verso l’alto ed esce facilmente in modo quasi inavvertito, mentre da sdraiati l’aria rimane bloccata sopra i succhi gastrici e spinge contro il cardias, la valvola che separa lo stomaco dall’esofago.
Se questa valvola si rilascia anche solo per pochi istanti, l’aria risale provocando l’eruttazione. In molti casi questo fenomeno si associa a un reflusso gastroesofageo lieve. Quando una piccola quantità di acido tenta di risalire, la risposta automatica del corpo è deglutire più spesso per pulire l’esofago; così facendo, finisci per inghiottire altra aria senza rendertene conto, alimentando un circolo vizioso che disturba il sonno.
Le abitudini serali che fanno la differenza
Piccoli interventi sullo stile di vita possono ridurre nettamente la quantità di gas che si accumula prima di andare a dormire.
La gestione dei tempi è il punto da cui partire. Le linee guida attuali raccomandano di cenare almeno due o tre ore prima di coricarsi per permettere allo stomaco di completare buona parte della digestione, riducendo sia la quantità di cibo presente sia la pressione interna. Durante il pasto, fai attenzione a mangiare senza fretta e a masticare a lungo: quando si mangia rapidamente o si parla molto mentre si mastica, si ingeriscono involontariamente grandi quantità d’aria, un fenomeno noto come aerofagia.
Anche le scelte nel piatto contano. Le bevande gassate, gli alcolici e i cibi molto grassi o conditi rallentano lo svuotamento dello stomaco e favoriscono il rilassamento della valvola gastrica. Privilegiare una cena leggera e priva di bollicine riduce alla radice l’introduzione di gas nell’apparato digerente superiore.
Come la posizione e lo stress influenzano il sonno
La postura che mantieni nel letto incide in modo diretto sul benessere dello stomaco. Sollevare la testata del letto di dieci o quindici centimetri, posizionando dei rialzi sotto i piedini della rete o utilizzando un cuscino a cuneo, sfrutta l’inclinazione per impedire la risalita di aria e acidi. Aggiungere semplicemente più cuscini sotto la testa, al contrario, piega il collo senza inclinare il busto e rischia di comprimere l’addome. Dormire sul fianco sinistro è un’altra misura efficace, poiché la conformazione anatomica dello stomaco in questa posizione mantiene la valvola d’ingresso più in alto rispetto ai succhi gastrici.
La tensione nervosa accumulata durante il giorno influenza la digestione più di quanto si tenda a credere. Lo stress altera il ritmo del respiro e porta a deglutire più di frequente. Dedicare poco prima di coricarsi dieci minuti a un’attività rilassante aiuta a stabilizzare la respirazione e a distendere la muscolatura addominale.
Quando è opportuno consultare il medico
Se le eruttazioni notturne sono occasionali, gli aggiustamenti nella dieta e nella postura sono di solito sufficienti per ritrovare un sonno tranquillo. Se invece il problema si presenta quasi ogni notte o se noti segnali di allarme come difficoltà a deglutire, dolore al petto, nausea o un calo di peso non ricercato, è opportuno confrontarsi con il medico. Un approfondimento permetterà di verificare la presenza di una malattia da reflusso gastroesofageo non adeguatamente controllata, di disturbi della motilità esofagea o di condizioni funzionali, individuando la strategia terapeutica più adatta.
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