Dormi sul lato destro o sinistro? Uno dei due rovina la digestione

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Ti sarà capitato di rigirarti nel letto dopo una cena un po’ più abbondante del solito, cercando una posizione che ti permettesse di riposare senza quel fastidioso senso di pesantezza o bruciore che sale verso la gola. La scelta del lato su cui dormi non è solo una questione di abitudine o di comfort soggettivo, ma ha basi anatomiche precise che influenzano direttamente il modo in cui il tuo corpo gestisce la digestione durante la notte. Se soffri spesso di reflusso gastroesofageo, capire come la gravità agisce sui tuoi organi può fare una grande differenza per la qualità del tuo sonno.

Perché il lato sinistro favorisce la digestione

Il consenso scientifico indica che dormire sul fianco sinistro è la scelta migliore per chi soffre di acidità o reflusso gastroesofageo. La spiegazione risiede nella forma e nella posizione dello stomaco, che non è un organo simmetrico. Lo stomaco si trova prevalentemente nella parte sinistra dell’addome e la sua giunzione con l’esofago, regolata da una valvola chiamata sfintere esofageo inferiore, è situata sul lato destro dello stomaco stesso.

Quando ti sdrai sul lato sinistro lo stomaco rimane più in basso rispetto all’esofago. Questa configurazione permette alla forza di gravità di mantenere i succhi gastrici e il cibo all’interno della cavità gastrica, rendendo molto più difficile la risalita verso l’alto. Se la valvola che dovrebbe chiudere lo stomaco è leggermente debole, la posizione sul fianco sinistro agisce come una barriera naturale, riducendo drasticamente gli episodi di bruciore notturno e proteggendo i tessuti dell’esofago dall’irritazione chimica degli acidi.

Cosa succede se dormi sul fianco destro

Dormire sul fianco destro produce l’effetto opposto per quanto riguarda il reflusso. In questa posizione lo stomaco si trova sopra l’esofago. La forza di gravità, in questo caso, spinge il contenuto acido direttamente contro la valvola di chiusura. Se soffri di reflusso potresti notare che i sintomi peggiorano quasi immediatamente o si manifestano con maggiore intensità durante la notte se rimani appoggiato sul lato destro.

La risalita degli acidi non causa solo dolore o fastidio immediato. Il contatto prolungato tra l’acido gastrico e le pareti dell’esofago, che non sono progettate per resistere a un ambiente così corrosivo, può portare nel tempo a infiammazioni croniche. Molte persone che cambiano abitudine passando dal lato destro a quello sinistro riferiscono una riduzione significativa della tosse notturna e del sapore amaro in bocca al risveglio, entrambi segni tipici di un reflusso non gestito correttamente durante il riposo.

L’impatto sul transito intestinale

Spesso si legge che il fianco sinistro offra vantaggi anche per il percorso digestivo inferiore, sostenendo che la gravità faciliti il passaggio dei residui e dei gas nel tratto finale del colon, posizionato a sinistra. Il consenso scientifico attuale non supporta questa affermazione. Il movimento delle feci e dei gas nell’intestino è governato dalla peristalsi, una serie di contrazioni muscolari attive della parete intestinale, indipendente dall’inclinazione del corpo a riposo.

Non vi sono evidenze cliniche che indichino la posizione nel sonno come un fattore rilevante per ridurre il gonfiore addominale o per trattare la stipsi. Il corpo riesce a far progredire il contenuto intestinale in modo autonomo e con la stessa efficacia, a prescindere dal lato su cui si sceglie di dormire.

Non è solo questione di posizione

Migliorare la posizione nel sonno è un passo importante, ma i risultati sono migliori se inseriti in una gestione attenta dello stile di vita. Se tendi ad avere digestioni lente o bruciori frequenti, dovresti prestare attenzione anche al tempo che intercorre tra l’ultimo pasto e il momento in cui vai a letto. Le linee guida attuali suggeriscono di lasciar passare almeno tre ore dal pasto serale, dando allo stomaco il tempo di svuotarsi parzialmente prima di assumere la posizione orizzontale.

Un altro aiuto concreto arriva dall’inclinazione del letto. Alzare la testata di circa 15 o 20 centimetri, usando un cuscino a cuneo o mettendo degli spessori sotto i piedi del letto, mantiene la testa e il torace più in alto rispetto all’addome. Questa pendenza impedisce fisicamente agli acidi di risalire. Se nonostante questi accorgimenti i sintomi persistono o se noti segnali come difficoltà a deglutire o una perdita di peso inspiegabile, è opportuno consultare il medico per escludere altre problematiche o valutare un supporto terapeutico specifico.

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