Reflusso notturno? Forse stai dormendo sul lato sbagliato

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Svegliarsi di soprassalto a metà notte con una sensazione di bruciore al petto, acidità in gola o una tosse stizzosa è un’esperienza frustrante e faticosa. Se ti capita spesso, sai bene quanto questo problema possa rovinare la qualità del tuo riposo e lasciarti stanco per tutta la giornata. Quando ti sdrai la gravità smette di aiutarti, facilitando la risalita dei succhi gastrici lungo l’esofago e provocando il tipico reflusso gastroesofageo notturno.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Come posizionarsi a letto per ridurre l’acidità

La posizione che assumi quando dormi gioca un ruolo fondamentale. Dormire sul fianco sinistro è la scelta più indicata dalla fisiologia umana. Scegliendo il lato sinistro la giunzione tra stomaco ed esofago rimane al di sopra del livello dei succhi gastrici, riducendo il rischio di risalita dell’acido.

Dormire sul fianco destro o a pancia in su tende invece a favorire il contatto dell’acido con la mucosa esofagea. Un’altra strategia efficace consiste nel sollevare la testa e il busto di circa quindici o venti centimetri. Per farlo in modo corretto non basta aggiungere altri cuscini sotto la testa, perché piegare solo il collo rischia di comprimere l’addome e peggiorare i sintomi. L’ideale è inclinare la testata del letto oppure utilizzare un cuscino a cuneo che sostenga gradualmente tutto il busto.

Le abitudini della sera che fanno la differenza

Quello che fai nelle ore prima di dormire influenza direttamente la qualità del tuo riposo. Lasciare trascorrere almeno tre ore tra la cena e il momento di coricarti permette allo stomaco di completare buona parte della digestione, riducendo il volume di cibo e acidi presenti quando ti metti a letto.

Anche la struttura del pasto serale richiede qualche attenzione. I pasti abbondanti o ricchi di grassi rallentano lo svuotamento gastrico, costringendo lo stomaco a lavorare più a lungo. Alcuni cibi e bevande, come alcolici, cioccolato, menta, caffè e alimenti speziati, possono favorire il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore, la valvola naturale che impedisce all’acido di risalire. Le linee guida attuali non impongono divieti assoluti, ma raccomandano di limitare questi alimenti se si nota che scatenano i sintomi a livello individuale. Scegliere una cena leggera ed evitare spuntini tardivi contribuisce in ogni caso a ridurre gli episodi di reflusso.

Piccoli accorgimenti nello stile di vita

Oltre alla posizione e all’alimentazione, diversi dettagli quotidiani offrono sollievo. Indossare pigiami comodi ed evitare cinture o abiti stretti prima di dormire riduce la pressione meccanica sull’addome. Se ti trovi ad affrontare un eccesso di peso concentrato sul girovita, una graduale riduzione ponderale è l’intervento sullo stile di vita con le maggiori evidenze di efficacia per diminuire la spinta verso l’alto dei succhi gastrici.

Il fumo di sigaretta altera la tenuta dello sfintere esofageo e riduce la produzione di saliva, che contiene sostanze capaci di neutralizzare naturalmente l’acido. Smettere di fumare apporta benefici diretti sul benessere del tuo stomaco e sulla qualità del sonno.

Quando consultare il proprio medico

I cambiamenti nello stile di vita garantiscono spesso un miglioramento rapido e ti permettono di ritrovare un riposo continuo. Se i disturbi rimangono frequenti, intensi o si trascinano da diverso tempo, confrontarsi con il proprio medico di medicina generale rimane la strada migliore.

Esistono poi segnali da valutare senza attendere: la presenza di difficoltà a deglutire, la sensazione di cibo bloccato nel petto, un calo ponderale non cercato o la presenza di sangue richiedono un controllo medico immediato. Il medico potrà indicare eventuali approfondimenti o prescrivere farmaci idonei a ridurre la produzione di acido e proteggere la parete dell’esofago.

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