Preferisci ascoltare il riassunto audio? Abbiamo scelto una voce realizzata con strumenti avanzati IA per rendere rendere i nostri testi subito accessibili a tutti
Smettere una statina a 75 anni cambia il rischio di problemi cardiovascolari? In una ricerca condotta in Francia, le persone che hanno interrotto il trattamento hanno avuto più ricoveri per eventi cardiovascolari rispetto a quelle che lo hanno proseguito. La differenza stimata era del 33% in termini di rischio relativo. È un’associazione, non la prova che l’interruzione abbia causato i ricoveri.
Il confronto riguarda una situazione precisa: persone senza precedenti malattie cardiovascolari che prendevano statine per prevenirne la comparsa e che avevano ritirato con regolarità il farmaco nei due anni precedenti. Questo conta se stai cercando di capire quanto il risultato sia pertinente alla tua situazione.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Chi è stato seguito e che cosa è stato misurato
La ricerca ha utilizzato le banche dati sanitarie nazionali francesi. Ha incluso 120.173 persone che avevano compiuto 75 anni tra il 2012 e il 2014, senza una storia di malattie cardiovascolari. Per entrare nello studio, dovevano aver avuto una disponibilità di statine pari ad almeno l’80% del tempo in ciascuno dei due anni precedenti. La disponibilità del farmaco non garantisce che ogni dose sia stata assunta.
I partecipanti sono stati seguiti per 2,4 anni in media. L’interruzione era definita come tre mesi consecutivi senza copertura del trattamento. Durante il periodo osservato, 17.204 persone, il 14,3%, hanno interrotto la statina; 5.396, il 4,5% del totale, sono state ricoverate per un evento cardiovascolare. L’esito misurato era dunque il ricovero, non qualunque evento che potesse essere avvenuto fuori dall’ospedale.
Quanto differiva il rischio tra i gruppi
Dopo aver tenuto conto di fattori registrati nelle banche dati, l’interruzione risultava associata a un rischio relativo di ricovero più alto del 33% rispetto alla prosecuzione. Per i ricoveri dovuti a eventi coronarici la differenza stimata era del 46%; per quelli dovuti a eventi cerebrovascolari, del 26%.
Il 4,5% di ricoveri osservato nell’intero gruppo non dice quante persone siano state ricoverate separatamente tra chi ha interrotto e chi ha proseguito. Non permette quindi di tradurre quel 33% in un numero di ricoveri aggiuntivi ogni 100 persone. Per gli altri eventi vascolari, la stima non mostrava una differenza chiara tra i gruppi.
Che cosa permette di concludere il confronto
Lo studio ha corretto le stime considerando anche fattori che potevano cambiare nel tempo, come l’uso di altri farmaci cardiovascolari, le malattie presenti e gli indicatori di fragilità. È un passaggio utile: chi interrompe una terapia può differire da chi la prosegue anche per ragioni legate alla salute.
Resta però uno studio osservazionale. La scelta di interrompere non è stata assegnata casualmente, e le correzioni statistiche non possono escludere del tutto che differenze tra i gruppi abbiano contribuito al risultato. Gli stessi autori indicano la necessità di studi randomizzati per confermarlo.
Per chi assume una statina a 75 anni senza aver avuto una malattia cardiovascolare, questa ricerca segnala un’associazione da prendere sul serio, ma non stabilisce da sola che interrompere il farmaco provochi più ricoveri. Né risponde alla domanda, diversa, se iniziare una statina a quell’età offra lo stesso possibile beneficio.
Tutte le news di The WOM Healthy su Google
Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.