Qual è la migliore vitamina D in commercio?

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La domanda del titolo nasce (purtroppo o per fortuna) da un presupposto errato, ovvero che esista una formulazione “migliore in assoluto”, per tutti, ma le prove scientifiche non supportano questa conclusione.

Per la maggior parte delle persone la differenza principale non è il marchio dell’integratore, bensì se l’integrazione sia realmente indicata, quale forma di vitamina D viene utilizzata e quale dose sia realmente appropriata.

Esiste una vitamina D migliore delle altre?

Perla di vitamina D controsole

Shutterstock/FotoHelin

Nella pratica clinica, gli integratori di vitamina D contengono soprattutto due forme:

  • Vitamina D3 (colecalciferolo): è la forma più utilizzata e quella generalmente preferita per prevenire o correggere una carenza, perché tende ad aumentare e mantenere più efficacemente i livelli di vitamina D nel sangue rispetto alla vitamina D2.
  • Vitamina D2 (ergocalciferolo): è comunque efficace, ma nella maggior parte degli studi mostra un’efficacia leggermente inferiore nel mantenere i livelli di 25-idrossivitamina D.

Per questo motivo, quando non vi sono esigenze particolari, molti professionisti scelgono preparati a base di vitamina D3.

Cosa conta davvero nella scelta

Più del marchio, sono importanti alcuni aspetti pratici:

  • La dose, che deve essere adeguata all’età, ai fattori di rischio e all’eventuale carenza.
  • La qualità del prodotto, scegliendo farmaci o integratori notificati al Ministero della Salute e acquistati attraverso canali affidabili.
  • La semplicità di assunzione, ad esempio gocce, capsule o compresse, in base alle preferenze personali e all’aderenza alla terapia.
  • Le eventuali associazioni con altri nutrienti, come calcio o vitamina K, che non sono necessarie per tutti e dovrebbero essere utilizzate solo quando esiste un’indicazione specifica.

Non esistono prove convincenti che un determinato marchio offra benefici clinici superiori rispetto ad altri prodotti equivalenti contenenti la stessa forma e lo stesso dosaggio di vitamina D.

Chi dovrebbe assumere vitamina D?

La vitamina D è essenziale per la salute dell’osso e contribuisce al normale assorbimento del calcio. L’integrazione è raccomandata soprattutto nelle persone con aumentato rischio di carenza o quando una carenza è stata documentata.

Le raccomandazioni più recenti sottolineano che gli adulti sani sotto i 75 anni, senza fattori di rischio specifici, in genere non traggono beneficio dall’assunzione routinaria di dosi superiori ai fabbisogni nutrizionali raccomandati. Al contrario, possono beneficiare dell’integrazione alcuni gruppi, come gli anziani, le persone in gravidanza, i bambini e gli adolescenti e soggetti con particolari condizioni cliniche, secondo la valutazione del medico.

Anche il dosaggio della vitamina D nel sangue non è raccomandato come esame di screening nella popolazione generale sana, ma viene riservato alle situazioni in cui il risultato può modificare la gestione clinica.

È sempre sicura?

La vitamina D è generalmente sicura se assunta nelle dosi raccomandate, ma è importante ricordare che l’assunzione prolungata di dosi elevate senza indicazione medica può però causare gravi effetti collaterali, tra cui un eccesso di calcio nel sangue che si può manifestare attraverso la comparsa di sintomi come nausea, vomito, sete intensa, debolezza e, nei casi più gravi, danno renale.

Per questo motivo è opportuno evitare il “fai da te”, soprattutto con preparati ad alto dosaggio o schemi di assunzione intermittente.

In definitiva, la “migliore vitamina D in commercio” non è quella più costosa o più pubblicizzata, ma quella che contiene la forma appropriata, alla dose corretta, ed è utilizzata quando esiste una reale indicazione clinica.

Fonti principali

  1. Endocrine Society. Vitamin D for the Prevention of Disease: Clinical Practice Guideline. 2024.
  2. Ministero della Salute. Integratori alimentari e Linee guida ministeriali. Aggiornamento 2024.
  3. Demay MB, Pittas AG, et al. Vitamin D for the Prevention of Disease. Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. 2024.
  4. Adami S, et al. Guidelines on prevention and treatment of vitamin D deficiency. Italian Society for Osteoporosis, Mineral Metabolism and Bone Diseases (SIOMMMS). Reumatismo. 2011.

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