Sedile in corridoio o al finestrino: ecco dove rischi di ammalarti di più

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Nel mondo del trasporto aereo, dove ogni centimetro è progettato per massimizzare il profitto (e il disagio del passeggero), finalmente arriva una notizia che potrebbe rendere la scelta del posto un po’ più… strategica.

Uno studio basato su oltre 2000 voli reali ha scoperto che non tutti i sedili sono uguali quando si parla di rischio infettivo. Altro che scelta tra ginocchiata garantita o testata contro il finestrino: la posizione del tuo sedile potrebbe influenzare la probabilità di beccarti un’infezione a bordo.

Il corridoio? Il posto del peccato

Famiglia in aereo

Sappiamo che in aereo ci si muove poco, ma quel poco è sufficiente a trasformare l’area del corridoio in un’autostrada di microbi.

I sedili in corridoio sono, prevedibilmente, i più a rischio: più vicini al traffico pedonale, al bagno (epicentro del bioshock), e a chi non riesce a stare seduto per più di 12 minuti consecutivi.

I sedili centrali sono il purgatorio del contagio.

I finestrini? Be’, a parte le ginocchiate dei vicini, sono un piccolo rifugio immunologico.

Sedili intelligenti, finalmente?

Lo studio propone un’idea che ha dell’ovvio solo dopo che qualcuno ci ha pensato seriamente: assegnare i sedili tenendo conto della resistenza individuale alle infezioni (in questo caso, stimata tramite lo stato vaccinale).

In pratica: chi ha difese più robuste può tranquillamente sedersi nel cuore pulsante della peste (cioè, in corridoio), mentre chi è più vulnerabile dovrebbe essere spinto verso i finestrini, protetti dal caos e dai flussi virali.

Il risultato? Una riduzione del rischio medio di contagio in cabina fino al 50%. Con buona pace dei generatori di boarding casuali.

E i gruppi di passeggeri?

Contro ogni previsione (e ogni esperienza personale di viaggiatori che si scambiano bambini sopra le teste altrui pur di sedersi vicini), lo studio mostra che assegnare posti vicini ai gruppi non aumenta significativamente il rischio di infezione. L’aumento stimato è dell’1,2x.

Una miseria, considerando che evitare litigi tra famiglie vale molto di più in termini di sanità mentale del personale di volo.

Conclusione

L’assegnazione intelligente dei posti, basata su criteri scientifici e non solo su chi paga di più o arriva prima al check-in, potrebbe diventare una nuova arma nella battaglia contro la diffusione di malattie infettive. Sempre che, ovviamente, qualcuno abbia il coraggio di spiegare al passeggero 27B che no, oggi il finestrino non è suo di diritto.

Per approfondire: Le 4 regole per non ammalarsi più quando prendi l’aereo

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