Ti svegli nel cuore della notte con una sensazione di punture di spilli che risale dalle dita fino al polso, o forse senti la mano completamente “morta” e pesante. Il primo istinto è scuoterla con energia, convinto che il sangue non stia circolando bene perché hai dormito sopra il braccio. Molte persone attribuiscono questo fastidio a una cattiva circolazione, ma la realtà fisiologica racconta una storia diversa. Nella quasi totalità dei casi il colpevole non è il flusso sanguigno, ma un nervo compresso che sta inviando segnali di sofferenza al cervello.

Il polso è il punto critico
La causa più comune di questo fenomeno è la sindrome del tunnel carpale. Immagina il tuo polso come una galleria stretta e rigida attraverso cui passano i tendini e il nervo mediano, che controlla la sensibilità di gran parte della mano. Se durante il sonno tendi a piegare i polsi verso l’interno, lo spazio dentro questa galleria si riduce drasticamente. La pressione schiaccia il nervo mediano e interrompe la sua corretta trasmissione elettrica, scatenando il formicolio o l’intorpidimento.
Puoi notare che il fastidio riguarda soprattutto il pollice, l’indice, il medio e metà dell’anulare. Se ti capita spesso, è probabile che i tessuti all’interno del polso siano leggermente infiammati a causa di movimenti ripetitivi fatti durante il giorno o di una predisposizione anatomica. Di notte il problema emerge con forza perché la posizione assunta durante il riposo e il naturale ristagno di liquidi nei tessuti aumentano la compressione interna.
Quando il mignolo è il protagonista
Se ti accorgi che il formicolio interessa esclusivamente il mignolo e l’altra metà dell’anulare, il responsabile è quasi certamente il nervo ulnare. Questo nervo non passa dal tunnel carpale, ma scorre in un canale protettivo a livello del gomito. Molte persone dormono con le braccia molto flesse, portando le mani vicino al viso o sotto il cuscino. Questa postura prolungata mette in tensione il nervo ulnare, stirandolo e comprimendolo proprio nel punto in cui il gomito si piega.
Il risultato è la classica sensazione di scossa o di addormentamento della parte esterna della mano. In questo caso il problema non risiede nel polso, ma nell’articolazione superiore. Capire quale dito si addormenta è fondamentale per identificare il punto esatto in cui il nervo sta subendo una pressione meccanica.
Cosa puoi fare prima di dormire
Puoi gestire e spesso risolvere questi episodi agendo sulle abitudini posturali e sull’ambiente in cui riposi. Se il problema riguarda il polso, l’intervento più efficace è l’utilizzo di un tutore rigido neutro da indossare esclusivamente durante la notte. Questo dispositivo impedisce alla mano di flettersi involontariamente mentre dormi, mantenendo il tunnel carpale alla sua massima ampiezza e lasciando il nervo libero di respirare.
Se invece sospetti che il problema nasca dal gomito, prova a fare attenzione alla posizione delle braccia. Evita di incastrarle sotto il corpo o di tenerle eccessivamente piegate. A volte è sufficiente posizionare un cuscino tra le braccia o lungo il fianco per evitare che il gomito resti in flessione estrema per ore. Anche l’ergonomia durante il giorno gioca un ruolo chiave. Ridurre la tensione sui nervi mentre lavori al computer o usi lo smartphone aiuta ad arrivare a sera con i nervi periferici meno reattivi e infiammati.
Quando consultare un professionista
La maggior parte dei formicolii notturni è benigna e legata alla postura, ma esistono segnali che non dovresti sottovalutare. Se noti che la mano è debole e fai fatica ad aprire un barattolo o se ti capita di far cadere oggetti senza motivo, la compressione del nervo potrebbe essere arrivata a un livello più serio. La perdita di forza o il dolore persistente che non passa cambiando posizione sono motivi validi per parlarne con il tuo medico.
Un controllo clinico permette di valutare la salute dei nervi ed escludere che il formicolio sia il segnale di altre condizioni, come problemi alla colonna cervicale o carenze vitaminiche. Agire presto è fondamentale per evitare che una compressione passeggera si trasformi in un danno cronico ai nervi della mano.
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