Ma tu lo sai che la vitamina D… in realtà non è davvero un vitamina?

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Sì, è vero.

Dal punto di vista scientifico la vitamina D non è una vitamina in senso stretto.

Perché non è una vera vitamina

Ragazza tiene in mano un cartello con la scritta "Vitamina D"

Per definizione, una vitamina è una sostanza essenziale che l’organismo non è in grado di produrre da solo in quantità sufficienti e che quindi deve essere introdotta obbligatoriamente con la dieta.

La vitamina D fa eccezione, perché:

  1. l’essere umano può sintetizzarla autonomamente nella pelle,
  2. la sintesi avviene grazie all’esposizione ai raggi ultravioletti B del sole,
  3. a partire da un precursore del colesterolo, il 7-deidrocolesterolo.

Per questo motivo, dal punto di vista biochimico e fisiologico, la vitamina D è più correttamente definita un pro-ormone steroideo, o ancora più precisamente un secosteroide.

Come si comporta nell’organismo

Una volta prodotta nella pelle, o assunta con gli alimenti o con integratori, la vitamina D è inizialmente inattiva. Deve subire due trasformazioni:

  • nel fegato viene convertita in 25-idrossivitamina D, la forma che si misura negli esami del sangue,
  • nel rene viene trasformata in 1,25-diidrossivitamina D, detta calcitriolo, che è la forma ormonalmente attiva.

Il calcitriolo agisce come un vero ormone:

  • si lega a un recettore nucleare specifico,
  • entra nel nucleo delle cellule,
  • regola l’espressione di centinaia di geni.

Questo è un comportamento tipico degli ormoni steroidei, non delle vitamine classiche.

Perché continuiamo a chiamarla vitamina

Il nome “vitamina D” è rimasto per motivi storici. Quando fu scoperta, all’inizio del Novecento, si osservò che preveniva il rachitismo, una malattia da carenza nutrizionale, e venne quindi inserita nel gruppo delle vitamine.

Solo successivamente si è compreso che:

  • può essere sintetizzata endogenamente,
  • ha un meccanismo d’azione ormonale,
  • esercita effetti sistemici su ossa, intestino, reni, sistema immunitario e metabolismo.

In sintesi

Chiamarla vitamina è comodo e universalmente accettato, ma dal punto di vista scientifico la vitamina D è molto più simile a un ormone che a una vitamina. Questa distinzione non è solo accademica, perché aiuta a capire perché una sua carenza o un suo eccesso abbiano conseguenze cliniche rilevanti e perché la sua gestione debba essere basata su criteri medici rigorosi.

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