«Non buttare via i tuoi soldi!» 4 integratori che prendi inutilmente

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Il mercato degli integratori alimentari cresce ogni anno, spinto dall’idea che “fare qualcosa in più” per la salute non possa che essere utile.

La realtà, però, è molto diversa: secondo le valutazioni delle principali linee guida internazionali, molti integratori comunemente assunti non apportano benefici reali in persone sane con un’alimentazione equilibrata.

In alcuni casi, oltre a essere inutili, possono persino creare falsi sensi di sicurezza o interferire con farmaci.

Vitamine del gruppo B “per avere più energia”

Soldi stropicciati

Shutterstock/1542954458

Le vitamine del gruppo B sono essenziali, ma la loro carenza è rara nei Paesi industrializzati e, nella maggioranza dei casi, si corregge facilmente con la dieta. L’idea che un complesso B aumenti l’energia non trova riscontri solidi negli studi su soggetti sani.

Le linee guida indicano integrazione solo in casi specifici:

Assumere un complesso B “per stanchezza” è quasi sempre inutile, perché la stanchezza comune ha cause ben diverse (ritmo sonno-veglia, stress, anemia, infezioni recenti, sovraccarico fisico).

Se non c’è carenza, un’integrazione non migliora energia né performance cognitive.

Multivitaminici generici

Il multivitaminico quotidiano è uno degli integratori più venduti al mondo.

Eppure, le evidenze disponibili mostrano che, negli adulti sani, NON riduce il rischio di:

Le principali società scientifiche concordano:

in assenza di condizioni specifiche, assumere un multivitaminico non migliora la salute.

L’unico vantaggio può emergere in persone con alimentazione molto povera o in chi ha restrizioni dietetiche importanti, ma in tal caso è più utile un intervento nutrizionale mirato.

In pratica, si spende per una “polizza” che non dà reale protezione.

Integratori “per le difese immunitarie”

La promessa di “rafforzare le difese immunitarie” è una delle più diffuse nel marketing degli integratori, ma la realtà è molto diversa da ciò che suggeriscono etichette e spot.

Nelle persone sane e ben nutrite, il sistema immunitario non trae beneficio da vitamine o estratti assunti senza una reale carenza.

Preparati a base di vitamina C, zinco, echinacea, propoli e miscele di antiossidanti hanno mostrato effetti modesti o inconsistenti: nella migliore delle ipotesi, e con una buona dose di ottimistmo, alcune sostanze possono ridurre di poco la durata di un raffreddore, ma non prevengono infezioni e non potenziano le difese al punto da “rinforzarle”.

Le linee guida internazionali ribadiscono che il miglior modo per sostenere l’immunità rimane uno stile di vita adeguato: sonno sufficiente, attività fisica regolare, dieta ricca di frutta e verdura, nessun fumo, gestione dello stress.

Gli integratori hanno un ruolo solo in caso di deficit documentati (per esempio vitamina D molto bassa) o in situazioni cliniche specifiche, e non dovrebbero sostituire un vero approccio preventivo.

Fosforo “per migliorare attenzione e memoria”

Il fosforo è un minerale fondamentale per molte funzioni dell’organismo, incluso il metabolismo energetico delle cellule e la struttura dei fosfolipidi neuronali, tuttavia l’idea che integrarlo migliori attenzione, memoria o funzioni cognitive non è supportata da evidenze scientifiche.

Nelle persone sane, infatti, la carenza di fosforo è estremamente rara: l’alimentazione abituale ne fornisce quantità molto superiori al fabbisogno quotidiano, grazie alla presenza diffusa in alimenti come carne, pesce, latticini, frutta secca, legumi e cereali.

  • Gli studi presenti in letteratura mostrano che assumere ulteriore fosforo non potenzia la performance mentale, non accelera i tempi di reazione e non migliora la memoria a breve o lungo termine.
  • Al contrario, livelli eccessivi possono risultare problematici in alcuni soggetti, in particolare nelle persone con malattie renali o disturbi della regolazione del calcio e della vitamina D.

In sintesi: il fosforo negli integratori venduti “per la mente” è quasi sempre inutile, perché l’eventuale difficoltà di concentrazione ha cause molto più comuni (sonno inadeguato, stress, ansia, carico cognitivo elevato, anemia, ipotiroidismo, farmaci). L’integratore non corregge nessuna di queste condizioni e non migliora la funzione cognitiva quando i livelli di fosforo sono già normali.

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