Pancia gonfia? Il colpevole potrebbe nascondersi tra i tuoi farmaci

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Il legame tra quello che prendi e come sta la tua pancia

Ti sarà capitato di notare, dopo aver iniziato una nuova cura, una sensazione improvvisa di gonfiore addominale o un aumento del gas. È una situazione molto comune che crea imbarazzo e disagio nella vita di tutti i giorni. Se ti trovi in questa condizione, sappi che non si tratta di una tua suggestione: molti farmaci di uso quotidiano agiscono sull’apparato digerente, alterando i ritmi della digestione o modificando la flora batterica intestinale.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

I sospetti principali: dai farmaci quotidiani alle terapie periodiche

Per capire perché certi medicinali provocano questo effetto, occorre osservare come interferiscono con i normali processi del tuo corpo.

Tra i responsabili più frequenti troviamo gli antibiotici. Eliminando i batteri nocivi per curare un’infezione, questi farmaci riducono anche la popolazione di microrganismi benefici dell’intestino. Questa alterazione lascia spazio a ceppi batterici che producono una quantità maggiore di gas durante la digestione.

Un altro principio attivo diffuso è la metformina, usata per il controllo del diabete e della sensibilità all’insulina. Questo farmaco riduce l’assorbimento dei carboidrati nell’intestino tenue, lasciando una quota maggiore di zuccheri ai batteri del colon, che li trasformano rapidamente in gas.

Anche gli inibitori di pompa protonica, assunti per il reflusso, modificano l’ambiente digestivo. Riducendo l’acidità dello stomaco, che funge da barriera protettiva naturale, possono favorire un aumento dei batteri nell’intestino tenue, portando a una maggiore produzione di gas.

Rientrano tra i possibili responsabili anche gli antinfiammatori non steroidei, come i comuni antidolorifici da banco. La loro azione può irritare le mucose dello stomaco e dell’intestino, scatenando sintomi digestivi che si manifestano anche con la sensazione di gonfiore addominale.

Gli ingredienti nascosti che non ti aspetti

Talvolta la causa del gonfiore non risiede nel principio attivo in sé, ma negli eccipienti usati per preparare la medicina. Molti sciroppi, compresse masticabili o bustine contengono zuccheri o polioli come sorbitolo, mannitolo o lattosio, aggiunti per rendere più gradevole il sapore. Se il tuo intestino è sensibile a queste sostanze, anche la piccola quantità presente in una compressa può innescare fermentazioni indesiderate. Le formulazioni effervescenti rilasciano anidride carbonica direttamente nello stomaco al momento dello scioglimento.

Come gestire il fastidio senza sospendere le terapie

Se noti che un farmaco ti provoca questo disturbo, la regola fondamentale è non interrompere mai la terapia di tua iniziativa. La sospensione improvvisa di un trattamento prescritto può comportare rischi ben più seri per la tua salute rispetto al disagio del gonfiore.

Puoi però mettere in pratica alcuni accorgimenti utili per ritrovare il benessere:

  • Mantieni una corretta idratazione bevendo acqua a piccoli sorsi durante la giornata, per aiutare la motilità intestinale.
  • Mastica con calma ogni boccone ed evita di consumare pasti troppo abbondanti in concomitanza con l’assunzione del farmaco.
  • Chiedi al tuo medico o farmacista se esistono formulazioni alternative prive di determinati eccipienti o zuccheri fermentabili.
  • Riduci temporaneamente gli alimenti fermentabili, come legumi o cavoli, nei giorni in cui usi farmaci che già tendono a produrre gas.

Se il gonfiore persiste per diversi giorni o si accompagna a dolore addominale intenso, parlane con il tuo medico curante per valutare un eventuale cambio di farmaco o una terapia specifica per alleviare il sintomo.

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