Pancia gonfia? Spesso la colpa non è del cibo, ma di questi farmaci

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Quando il gonfiore arriva dalla farmacia

Ti capita mai di sentirti stranamente gonfio dopo aver iniziato una cura per il mal di testa, un ciclo di antibiotici o la terapia per il reflusso? Il gonfiore addominale è un disturbo molto frequente, spesso attribuito soltanto a ciò che mangi o al livello di ansia. Molti non sanno che diversi farmaci di uso quotidiano possono alterare i processi digestivi e causare un fastidioso accumulo di gas o una sensazione di tensione alla pancia. Riconoscere questo legame ti permette di capire cosa sta succedendo al tuo corpo senza allarmarti inutilmente.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

I farmaci che provocano più spesso gonfiore

Gli antibiotici figurano in cima alla lista. Eliminano l’infezione batterica per cui sono stati prescritti, ma modificano la flora batterica intestinale, il cosiddetto microbiota, favorendo la fermentazione e la produzione di gas. Anche i farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene o il ketoprofene, irritano la mucosa dello stomaco e dell’intestino, causando spesso sintomi come cattiva digestione e senso di pienezza. Un altro gruppo da considerare è quello dei farmaci inibitori della pompa protonica, comunemente noti come gastroprotettori. Riducendo l’acidità dello stomaco, alterano una barriera naturale e in alcuni casi possono favorire una maggiore proliferazione di batteri nell’intestino tenue, scatenando meteorismo. Non vanno dimenticati gli integratori di ferro, i farmaci per la pressione e persino alcuni eccipienti usati nelle compresse, come il lattosio o il sorbitolo.

Come l’organismo reagisce alle molecole

I meccanismi fisiologici principali sono tre. Il primo riguarda l’equilibrio del microbiota: quando la popolazione di batteri benefici diminuisce, le specie fermentative prendono il sopravvento producendo un eccesso di idrogeno e metano. Il secondo meccanismo coinvolge la motilità intestinale: alcune sostanze rallentano le contrazioni spontanee dell’intestino, facendo ristagnare il cibo digerito più a lungo del dovuto. Il terzo fattore riguarda la ritenzione di fluidi o l’irritazione diretta delle pareti intestinali, che genera una sensazione di pancia tesa anche senza grandi quantità di gas.

Strategie quotidiane per ritrovare il benessere

Se noti una pancia gonfia e tesa durante una terapia, evita di sospendere i farmaci di tua iniziativa. Puoi adottare alcune abitudini pratiche per alleviare il fastidio. Mantieni un’idratazione costante bevendo acqua a piccoli sorsi durante il giorno, così da facilitare il transito intestinale. Fai attenzione alla fibra alimentare: un aumento improvviso di verdure crude può peggiorare il gonfiore se l’intestino è irritato, quindi preferisci verdure cotte come carote o zucchine. Una passeggiata di venti minuti dopo i pasti principali stimola la muscolatura addominale e favorisce l’eliminazione dei gas in modo naturale. Masticare lentamente aiuta a non ingerire aria in eccesso durante il pasto.

Quando confrontarsi con il medico

Se il gonfiore diventa persistente o si accompagna a dolore addominale puoi parlarne con il tuo medico di famiglia o con il farmacista. Spesso basta un piccolo aggiustamento, come modificare il momento dell’assunzione del farmaco rispetto ai pasti, oppure valutare un’alternativa terapeutica equivalente. Durante una terapia antibiotica, le linee guida attuali indicano che l’uso di probiotici specifici consigliati dal professionista può aiutare a preservare l’equilibrio del microbiota e a prevenire disturbi associati, come la diarrea o l’irregolarità intestinale.

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