Il latte indebolisce le ossa? La scienza risponde a un mito diffuso

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Tra i miti più diffusi sul latte, uno dei più tenaci sostiene che si tratti di un alimento “acidificante”, capace di alterare l’equilibrio acido-base dell’organismo e di favorire osteoporosi e altre malattie croniche.

Questa teoria, molto popolare nel web e in alcuni contesti di divulgazione alternativa, si basa sull’idea che proteine e fosfati del latte producano acidi durante il metabolismo sovraccaricando il corpo e danneggiando le ossa.

L’articolo scientifico Milk and Acid-Base Balance: Proposed Hypothesis versus Scientific Evidence di Fenton e Lyon, pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition nel 2011, esamina in modo sistematico queste affermazioni e le confronta con le migliori evidenze disponibili. Le conclusioni sono chiare: il mito non trova alcun fondamento nei dati scientifici.

Da dove nasce l’idea che il latte sia “acidificante”

La classificazione del latte come alimento acidificante deriva dal concetto di PRAL, un sistema che stima il carico acido potenziale di un cibo valutando alcuni minerali come fosfato e solfato. Secondo questa teoria, gli alimenti con PRAL positivo favorirebbero l’eliminazione di calcio nelle urine e quindi danneggerebbero le ossa.

Tuttavia, come sottolineano gli autori, questo metodo presenta limiti significativi e non riflette il reale comportamento biologico degli alimenti. Più in particolare studi di buona qualità mostrano che un aumento dell’escrezione urinaria di calcio non coincide con una perdita di calcio dall’intero organismo. In altre parole, più calcio nelle urine non significa ossa più deboli.

Il latte non produce acidi e non acidifica il corpo

Donna che beve del latte di notte

Shutterstock/2195730811

Diverse ricerche citate nella revisione documentano che la semplice misura del pH urinario non rappresenta l’equilibrio acido-base del corpo. Il pH del sangue, infatti, è regolato con estrema precisione e la dieta ha un impatto minimo, quasi trascurabile.

Gli studi diretti che hanno misurato la produzione di acidi dopo l’assunzione di latte mostrano che il latte non solo non è acidificante, ma può avere un effetto lievemente alcalinizzante quando confrontato con altre bevande come la cola.

Anche il pH urinario aumenta leggermente dopo il consumo di latte, un altro segnale che non si tratta di un alimento acidificante.

E l’osteoporosi? Nessuna prova che il latte faccia male alle ossa

Un altro mito collegato sostiene che nei Paesi con maggiore consumo di latte si osservino più fratture osteoporotiche. Questo confronto tra popolazioni, spiegano gli autori, è un esempio di errore ecologico: correlazioni osservate su larga scala non descrivono necessariamente ciò che accade ai singoli individui.

La prevalenza di osteoporosi, infatti, dipende da molti fattori, tra cui:

  • livello di attività fisica
  • esposizione solare e vitamina D
  • predisposizione genetica
  • stile di vita e invecchiamento della popolazione

Quando si confrontano gruppi con condizioni di vita simili, le differenze scompaiono. E, soprattutto, gli studi clinici mostrano che né proteine né fosfati del latte danneggiano le ossa. Al contrario, un adeguato apporto proteico e di calcio contribuisce a mantenere la salute scheletrica.

Cosa possiamo concludere

Il mito del latte come alimento acidificante non è supportato da prove scientifiche. Le conclusioni della revisione sono nette:

  • il latte non produce acidi nell’organismo
  • la dieta non altera in modo significativo il pH del sangue
  • fosfati e proteine del latte non impoveriscono il calcio delle ossa
  • non esiste evidenza che il latte favori l’osteoporosi

Per la popolazione generale il latte rimane un alimento nutriente, ricco di proteine di alta qualità e una delle principali fonti di calcio in molte diete. Naturalmente chi presenta intolleranze, allergie o preferenze alimentari diverse può scegliere alternative adeguatamente integrate, ma non per timore di una presunta “acidificazione”.

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