Dopo i 60 anni è meglio camminare la mattina o il pomeriggio?

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Camminare regolarmente è una delle attività fisiche più efficaci e sicure dopo i 60 anni.

  • Migliora la salute cardiovascolare,
  • riduce il rischio di diabete,
  • preserva la massa muscolare,
  • aiuta l’equilibrio
  • e ha effetti positivi anche su umore e sonno.

Ma una domanda molto frequente è se sia meglio camminare la mattina o il pomeriggio.

La risposta, basata sulle evidenze scientifiche, è sorprendentemente banale: cammina quando vuoi, basta che cammini.

Spieghiamo meglio.

Camminare al mattino

Coppia che cammina al parco

Camminare al mattino può ad esempio aiutare a stabilizzare il ritmo sonno-veglia esponendo il corpo alla luce solare, inoltre per qualcuno potrebbe aumentare la probabilità di essere costanti, perché si è meno esposti agli imprevisti della giornata.

L’esposizione precoce alla luce naturale stimola la soppressione della melatonina e favorisce il rilascio di cortisolo, il che contribuisce a un risveglio biologico più efficace e a una migliore qualità del riposo notturno.

Tuttavia, nelle prime ore del mattino si registra spesso un picco pressorio fisiologico, il che suggerisce cautela a chi soffre di ipertensione non perfettamente controllata, rendendo necessario un riscaldamento più graduale.

Camminare nel pomeriggio: spesso la scelta più fisiologica

Dal punto di vista fisiologico, il pomeriggio è spesso il momento più favorevole per l’attività fisica negli adulti più anziani.

Nel primo pomeriggio:

  • la temperatura corporea è più alta,
  • i muscoli sono più elastici,
  • la forza e la coordinazione sono migliori,
  • il rischio di infortuni è più basso.

Diversi studi indicano che la performance fisica e la tolleranza allo sforzo raggiungono il picco tra le 15 e le 18. Questo rende la camminata più efficace e percepita come meno faticosa.

Per chi soffre di patologie articolari, come l’artrosi, il movimento pomeridiano risulta spesso meno doloroso rispetto a quello mattutino, a causa della minore viscosità del liquido sinoviale che si riscontra appena svegli.

Inoltre, una camminata nel pomeriggio può contribuire al controllo della glicemia post-prandiale e alla riduzione dello stress accumulato durante la giornata.

Camminare dopo i pasti per il controllo metabolico

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il momento della camminata in relazione ai pasti.

La letteratura scientifica suggerisce che brevi sessioni di cammino effettuate circa quindici o trenta minuti dopo il pranzo o la cena siano straordinariamente efficaci per moderare i picchi glicemici.

Questo accade perché i muscoli in attività utilizzano il glucosio presente nel sangue come fonte energetica, riducendo il carico di lavoro del pancreas. Per i soggetti pre-diabetici o diabetici, questa pratica può essere più vantaggiosa di una singola camminata lunga svolta in altri momenti della giornata.

La scelta migliore è quella sostenibile

Le linee guida internazionali sottolineano che il beneficio maggiore deriva dalla regolarità, non dall’orario in sé. Per questo:

  • è meglio camminare ogni giorno a un orario comodo, inserendolo nella routine;
  • è preferibile la costanza alla durata, puntando inizialmente a trenta minuti totali;
  • bisogna ascoltare i segnali del corpo, evitando sforzi eccessivi in condizioni climatiche avverse.

In presenza di patologie croniche, come cardiopatia, diabete o ipertensione, l’orario andrebbe adattato alle terapie e alle indicazioni del medico curante. La scienza conferma che l’attività fisica aerobica, come il cammino a passo svelto, rimane il miglior farmaco senza ricetta per invecchiare in salute.

 

 

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