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Se la diarrea ti sorprende durante un viaggio, la prima cosa da fare è mantenere l’idratazione. La perdita rapida di liquidi e sali minerali è infatti il rischio principale nelle prime ore. Puoi iniziare subito a bere acqua in bottiglia sigillata, preferibilmente integrata con soluzioni reidratanti orali che si trovano facilmente in farmacia. Evita di assumere subito farmaci che bloccano l’intestino, a meno che tu non debba affrontare uno spostamento inevitabile.

Come gestire le prime 24 ore
Quando l’intestino è infiammato, l’assorbimento dell’acqua si riduce e le perdite aumentano. Bere solo acqua semplice spesso non basta perché il tuo corpo perde anche sodio e potassio. Le miscele di sali reidratanti, sciolte in acqua sicura, permettono alle pareti intestinali di riassorbire i liquidi in modo efficiente. Sorseggia la soluzione lentamente a piccoli sorsi per non stimolare ulteriormente le contrazioni dell’addome.
Sul fronte del cibo non occorre un digiuno prolungato, che rischierebbe solo di indebolirti. Appena avverti un po’ di appetito, puoi consumare piccoli pasti a base di cibi semplici e digeribili come riso ben cotto, patate lesse, carote cotte, banane o pane tostato. Evita temporaneamente i latticini, i cibi molto grassi o speziati, il caffè e l’alcol, che possono irritare una mucosa intestinale già provata.
Il ruolo dei farmaci e cosa evitare
È comprensibile cercare un sollievo immediato quando si vuole salvare una vacanza, ma i farmaci che fermano la motilità intestinale vanno usati con giudizio. Questi prodotti offrono un aiuto pratico se devi salire su un aereo o fare un lungo tragitto. Il consenso scientifico indica che il loro uso è sicuro nelle forme lievi o moderate, mentre devono essere rigorosamente evitati in presenza di febbre alta o sangue nelle feci.
Gli antibiotici non servono nelle forme lievi. La maggior parte degli episodi, pur essendo frequentemente di origine batterica, si risolve da sola in due o tre giorni. Un uso improprio degli antibiotici rischia solo di alterare il microbiota intestinale, causare effetti collaterali e favorire lo sviluppo di resistenze batteriche. Le linee guida attuali non raccomandano l’uso dei probiotici per il trattamento della diarrea acuta del viaggiatore, poiché non vi sono prove scientifiche solide sulla loro reale efficacia nel risolvere i sintomi.
Regole semplici per proteggersi a tavola
Comprendere come si trasmette il disturbo aiuta a prevenire nuove ricadute. La causa più frequente della diarrea del viaggiatore è l’ingestione di acqua o cibo contaminati da microrganismi a cui il tuo sistema immunitario non è abituato. Durante tutto il soggiorno consuma esclusivamente acqua confezionata e usala anche per igienizzare lo spazzolino da denti. Ricorda di rifiutare il ghiaccio nelle bevande, perché viene spesso preparato con acqua di rubinetto.
Per il cibo vale il principio della cottura completa: scegli alimenti serviti ben caldi ed evita verdure crude, salse fresche e frutta non sbucciata da te. Lavare spesso le mani con acqua e sapone o usare un gel alcolico prima dei pasti riduce in modo significativo il rischio di nuove contaminazioni.
I segnali che richiedono una visita medica
Il disturbo tende a recedere spontaneamente entro 48-72 ore. Esistono alcune situazioni in cui è necessario rivolgersi a un medico locale o a un punto di primo soccorso. Fai attenzione alla presenza di febbre elevata, dolori addominali acuti e continui o riscontro di sangue nelle feci.
Rappresenta un segnale di allarme anche la disidratazione severa, che si riconosce da forte secchezza della bocca, capogiri quando ci si mette in piedi, assenza di minzione per molte ore o urine molto scure. Se i sintomi non accennano a migliorare dopo tre giorni, o se il problema colpisce bambini piccoli o persone anziane, è indispensabile cercare una valutazione medica sul posto.
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