Sempre stanco? Scopri la molecola naturale che accende le tue cellule

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Il coenzima Q10, noto anche come ubiquinone, è una molecola che il tuo organismo produce naturalmente e che si trova in quasi ogni cellula del tuo corpo. Se ti sei mai chiesto come faccia il tuo organismo a trasformare il cibo e l’ossigeno in energia per far battere il cuore o permetterti di camminare, la risposta risiede in gran parte in questa sostanza. Puoi immaginarlo come una piccola scintilla necessaria per accendere i motori delle tue cellule, i mitocondri. Oltre a questo ruolo energetico, agisce come un potente scudo antiossidante, proteggendo le membrane cellulari dai danni causati dai radicali liberi, quelle molecole instabili che accelerano l’invecchiamento dei tessuti.

Una centrale energetica naturale nel tuo corpo

La funzione principale del coenzima Q10 riguarda la produzione di ATP, la moneta energetica che le tue cellule spendono per ogni minima attività. Gli organi che lavorano di più e che non si fermano mai, come il cuore, i polmoni e il fegato, ne contengono le concentrazioni più elevate proprio perché hanno un bisogno costante di carburante. Se i livelli di questa molecola sono ottimali, il tuo metabolismo cellulare scorre in modo fluido. Sebbene una carenza patologica possa alterare questo meccanismo cellulare, il fisiologico calo della molecola legato all’età raramente è la causa diretta di una stanchezza persistente nelle persone in salute.

Il calo fisiologico con il passare degli anni

Il consenso scientifico indica che la produzione interna di coenzima Q10 raggiunge il suo picco intorno ai vent’anni, per poi iniziare una lenta discesa. Superati i 50 anni, la sintesi da parte del fegato si riduce, portando a una disponibilità fisiologicamente minore. Questo declino non è uguale per tutti ed è influenzato anche da fattori esterni. Alcuni farmaci molto comuni, come le statine utilizzate per il controllo del colesterolo, interferiscono con la via metabolica che produce il coenzima Q10, riducendone i livelli circolanti. Se assumi questi farmaci e avverti dolori muscolari o spossatezza, è essenziale parlarne con il tuo medico. Le linee guida attuali precisano che il legame causale diretto tra questo abbassamento dei livelli di coenzima Q10 e i sintomi muscolari resta oggetto di dibattito scientifico e l’integrazione di questa molecola non è raccomandata di routine per prevenire o trattare i dolori da statine.

Portare il coenzima Q10 nel piatto

Puoi sostenere i tuoi livelli di ubiquinone curando la scelta degli alimenti che porti in tavola, anche se la dieta contribuisce solo per una parte al fabbisogno totale. Le fonti più generose sono di origine animale: il fegato e il cuore sono i tagli che ne contengono di più, seguiti dalle carni rosse e dal pollame. Se preferisci il pesce, punta sul pesce azzurro come sgombri, sardine e aringhe, che ne sono ottime fonti. Le opzioni vegetali sono meno concentrate ma comunque utili: puoi inserire nella tua routine quotidiana frutta a guscio, in particolare arachidi e pistacchi, insieme a semi di sesamo e legumi come la soia. Anche alcuni ortaggi come spinaci e broccoli ne contengono piccole dosi, specialmente se consumati freschi.

Ottimizzare l’assorbimento e lo stile di vita

Le evidenze scientifiche suggeriscono che per assorbire meglio il coenzima Q10 presente nei cibi sia utile consumarlo insieme a una fonte di grassi sani. Essendo una molecola liposolubile, ovvero che si scioglie nei grassi, l’aggiunta di un filo di olio extravergine d’oliva alle tue verdure o il consumo di pesce grasso ne facilita il passaggio dall’intestino al sangue. Uno stile di vita attivo stimola la salute dei tuoi mitocondri: l’attività fisica regolare aiuta il tuo corpo a utilizzare l’energia in modo più efficiente, agendo in sinergia con i nutrienti che assumi. Se nonostante una dieta equilibrata e un buon riposo continui a sentirti senza forze, è opportuno richiedere una valutazione medica per indagare le vere cause del sintomo. Le linee guida attuali non raccomandano l’uso di integratori di coenzima Q10 per trattare la stanchezza generica e il loro impiego andrebbe limitato a situazioni cliniche specifiche valutate da un medico.

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