Prendi questi farmaci comuni? Attenzione, ti rubano il magnesio

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Il magnesio partecipa a oltre trecento reazioni biochimiche nel tuo organismo. Serve a regolare la pressione sanguigna, a far funzionare i muscoli e i nervi, e a mantenere stabili i livelli di energia durante la giornata. Una dieta equilibrata permette di assumerne una quantità sufficiente, ma a volte alcuni farmaci di uso comune ne ostacolano l’assorbimento o ne accelerano l’eliminazione attraverso i reni.

Se assumi terapie quotidiane per la pressione o per il reflusso gastrico, potresti trovarti gradualmente con livelli ridotti di questo minerale senza collegare subito i tuoi disturbi ai medicinali che prendi.

I farmaci che possono abbassare i livelli di magnesio

I primi responsabili di questo processo sono i diuretici, prescritti spesso per gestire l’ipertensione arteriosa o le patologie cardiache. Questi farmaci stimolano i reni a espellere i liquidi in eccesso e, insieme all’acqua, trascinano via sali minerali preziosi come il magnesio e il potassio.

Un’altra categoria molto diffusa è quella degli inibitori di pompa protonica, i classici gastroprotettori impiegati contro il reflusso acido e la gastrite. Quando vengono utilizzati per lunghi periodi, questi prodotti alterano l’acidità dello stomaco e riducono la capacità dell’intestino di assorbire il magnesio presente nei cibi.

A queste molecole si aggiungono alcuni antibiotici e i lassativi usati in modo cronico. Se stai seguendo una di queste cure, non devi allarmarti o sospenderla autonomamente, ma è utile capire come reagisce il tuo organismo.

I segnali del corpo che non dovresti ignorare

Una carenza lieve o moderata può passare inosservata per mesi, ma quando le riserve scendono oltre una certa soglia compaiono sintomi caratteristici. È naturale attribuire la fiacchezza alla frenesia quotidiana o a un periodo di stress intenso, ma il corpo risponde alla mancanza di magnesio con segnali molto specifici.

Potresti notare crampi muscolari frequenti, soprattutto alle gambe durante il riposo notturno, oppure piccoli tremori involontari alle palpebre. Un altro segnale diffuso è una sensazione di formicolio agli arti, accompagnata da stanchezza persistente, irritabilità e una spiccata tendenza ad affaticarti subito. Nelle forme più marcate, la carenza può causare anche palpitazioni o battiti cardiaci irregolari, una sensazione che spesso spaventa ma che risponde bene al ripristino dei giusti valori del minerale.

Come proteggere le tue riserve di magnesio

Il primo intervento per proteggerti passa dalla tavola. Puoi arricchire i tuoi pasti quotidiani con alimenti ricchi di magnesio, puntando su verdure a foglia verde come spinaci e biete, frutta secca come mandorle e noci, semi di zucca, legumi e cereali integrali. Cerca di limitare il consumo eccessivo di alcol, poiché aumenta l’eliminazione del minerale attraverso i reni.

Se ritieni che una terapia stia riducendo le tue riserve, parlane con il tuo medico di medicina generale prima di assumere integratori di tua iniziativa. Il professionista potrà valutare un semplice esame del sangue e decidere se adattare il dosaggio del farmaco, suggerire una formulazione specifica di magnesio o consigliarti il percorso più adatto alle tue esigenze.

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