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Immagina di chiudere la giornata con una tazza fumante tra le mani.
Il profumo è dolce, il sapore familiare.
Bevi, ti rilassi, e pian piano senti il corpo distendersi.
Ti sembrerà strano, ma quella semplice tisana che ti accompagna da sempre — la camomilla — potrebbe avere effetti che vanno ben oltre il sonno tranquillo.
Molto più che un rimedio della nonna

Shutterstock/rustamank
Da secoli la camomilla è il simbolo della calma, ma negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a indagare un altro suo possibile “superpotere”: la capacità di contribuire ad abbassare la pressione arteriosa.
Gli scienziati hanno scoperto che i suoi estratti agiscono su diversi meccanismi fisiologici legati alla regolazione della pressione, e i risultati — pur ancora preliminari — sono promettenti.
Quello che emerge dalla ricerca
In numerosi esperimenti condotti su modelli animali, il consumo di camomilla ha ridotto significativamente sia la pressione sistolica che quella diastolica.
Gli effetti sembrano dovuti a
- una diminuzione dell’attività dell’enzima ACE, lo stesso che viene inibito da diversi farmaci antipertensivi,
- e a un’azione antiossidante e antinfiammatoria dei flavonoidi presenti nella pianta.
In alcuni casi, il risultato è stato paragonabile — o addirittura superiore — a quello dei medicinali standard, almeno nei ratti ipertesi.
E negli esseri umani?
Anche qui emergono segnali interessanti. In uno studio clinico randomizzato condotto su adulti con disturbo d’ansia generalizzato, l’assunzione prolungata di estratto di camomilla ha determinato una riduzione della pressione arteriosa media e sistolica rispetto al placebo, senza effetti collaterali rilevanti.
È vero, non si trattava di pazienti ipertesi, e la diminuzione osservata è stata modesta, ma il messaggio è chiaro: la camomilla non è solo un calmante, può avere anche un impatto positivo sul sistema cardiovascolare.
E poi anche…
Alcune ricerche hanno anche segnalato un miglioramento del profilo lipidico, un ulteriore beneficio per la salute del cuore.
Attenzione, però
Nonostante i risultati incoraggianti, la maggior parte delle evidenze solide proviene ancora da studi su animali e/o su estratti concentrati, che garantiscano una dose superiore di principi attivi rispetto alla tisana.
Ma soprattutto mancano trial clinici di grandi dimensioni che valutino l’effetto della camomilla su persone con ipertensione vera e propria, questo significa che, per ora, la camomilla può essere considerata un utile complemento, ma certamente non un sostituto delle terapie prescritte dal medico.
Cosa significa per te
Bere una tisana alla camomilla prima di dormire può essere un gesto semplice ma doppiamente benefico: favorisce il rilassamento e, secondo la ricerca, potrebbe contribuire — anche se in misura limitata — a mantenere la pressione sotto controllo.
Ma la chiave è sempre l’equilibrio: uno stile di vita sano, una dieta bilanciata e, se necessario, i farmaci prescritti restano le basi fondamentali per proteggere cuore e arterie.
In fondo, la camomilla ci insegna una lezione preziosa: a volte, anche le cose più delicate possono avere effetti profondi — basta saperle osservare con l’occhio della scienza.