I 5 alimenti che causano infiammazione a tutte le età

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È importante chiarire fin dall’inizio che non esistono alimenti capaci di provocare infiammazione in modo universale e inevitabile in tutte le persone.

La risposta infiammatoria dipende da quantità assunte, frequenza di consumo, stato di salute individuale e contesto dietetico complessivo.

Tuttavia la letteratura scientifica internazionale identifica alcuni cibi che, se consumati in eccesso e in modo continuativo, sono associati a un aumento di marker infiammatori sistemici (come PCR, IL-6 e TNF-alfa).

Alimenti infiammatori

Fritti

I cibi fritti, soprattutto se preparati con oli riutilizzati o riscaldati ripetutamente, possono contenere elevate quantità di composti ossidati che favoriscono l’infiammazione.

Durante la frittura si formano prodotti di ossidazione lipidica e acrilammide che, secondo diversi studi sperimentali e osservazionali, sono associati a un aumento dello stress ossidativo e della risposta infiammatoria sistemica.

L’effetto dipende dal tipo di olio, dalla temperatura e dal numero di cicli di utilizzo.

La frittura occasionale con oli stabili al calore, come l’olio d’oliva, ha un impatto molto diverso rispetto all’esposizione frequente a fritti industriali.

Carni lavorate

Insaccati, wurstel e altri prodotti trasformati contengono elevate quantità di sale, nitriti e grassi saturi.

Numerose coorti prospettiche evidenziano che un consumo regolare è associato a livelli più alti di PCR e a un rischio maggiore di patologie croniche correlate a infiammazione sistemica.

Parte dell’effetto sembra legato ai composti ossidanti che si formano durante i processi di affumicatura o cottura ad alte temperature.

Alcol in eccesso

Il consumo moderato di alcol non è necessariamente infiammatorio (anche se è comunque un fattore di rischio per numerose patologie), ma l’assunzione regolare sopra le soglie raccomandate è associata a una chiara attivazione dei percorsi infiammatori epatici e sistemici.

L’alcol altera la permeabilità intestinale, facilita il passaggio di endotossine nel circolo e aumenta citochine pro infiammatorie. È l’eccesso, più che la sostanza in sé, a determinare l’effetto negativo.

Zuccheri aggiunti e bevande zuccherate

Gli zuccheri liberi, in particolare nelle bevande zuccherate, sono tra i principali induttori dietetici di infiammazione di basso grado.

Studi osservazionali e trial controllati mostrano che un consumo abituale aumenta insulino-resistenza, stress ossidativo e produzione di mediatori infiammatori. L’effetto è più evidente quando gli zuccheri vengono assunti in forma liquida, poiché l’assorbimento è molto rapido e non induce sazietà.

Cereali raffinati e prodotti ad alto indice glicemico

Pane bianco, riso brillato, prodotti da forno dolci e snack ricchi di amidi altamente raffinati determinano picchi glicemici e insulinici marcati.

Alcuni trial controllati mostrano che diete ad alto indice glicemico aumentano marcatori infiammatori nel medio periodo, soprattutto in persone con sovrappeso o sindrome metabolica. L’effetto non si osserva con i cereali integrali, che hanno un impatto metabolico molto diverso.

Considerazioni finali

Più che concentrare l’attenzione sul singolo alimento, la letteratura conferma che è il modello dietetico globale a determinare il livello di infiammazione di basso grado.

Un’alimentazione ricca di alimenti vegetali non trasformati, legumi, pesce, cereali integrali e grassi insaturi è associata a una riduzione stabile dei marker infiammatori.

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