Preferisci ascoltare il riassunto audio?
L’aglio (Allium sativum) è noto da secoli per le sue proprietà antimicrobiche, ma negli ultimi anni la scienza ha iniziato a considerarlo con maggiore attenzione anche in ambito odontoiatrico.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 sul Journal of Herbal Medicine ha analizzato in dettaglio l’efficacia clinica dell’estratto di aglio come collutorio alternativo alla clorexidina, l’antimicrobico più utilizzato in odontoiatria.
I risultati sono promettenti, ma non privi di criticità.
Clorexidina, il termine di riferimento
La clorexidina è considerata il gold standard tra i collutori antimicrobici per il trattamento di gengiviti, parodontiti e altre condizioni orali. Tuttavia, il suo uso è associato a:
- Effetti collaterali come la colorazione dentale, alterazioni del gusto e desquamazione mucosa
- Potenziale sviluppo di resistenze antimicrobiche
- Limitazioni d’uso prolungato, generalmente non oltre le 2 settimane
Questi limiti hanno spinto la ricerca verso alternative naturali, come l’aglio, che contiene allicina, una molecola dall’azione antimicrobica ben documentata.
Cosa dice la revisione sistematica del 2025

Shutterstock/261206570
Lo studio in questione ha selezionato 5 articoli clinici su 389 identificati, seguendo rigorosamente i criteri PRISMA 2020 e utilizzando il modello PICO per valutare l’efficacia comparativa tra collutori a base di aglio e clorexidina.
Ecco i principali risultati:
- Efficacia simile: nei dosaggi adeguati, l’estratto di aglio si è dimostrato paragonabile alla clorexidina nel ridurre la carica batterica orale.
- Durata d’azione più prolungata: l’effetto antimicrobico dell’aglio tende a persistere più a lungo dopo l’uso rispetto alla clorexidina.
- Variabilità nei risultati: l’efficacia del collutorio all’aglio dipende fortemente da concentrazione e durata d’applicazione.
- Effetti collaterali minori ma sgradevoli: i pazienti hanno riportato una maggiore incidenza di bruciore e odore sgradevole, anche se meno gravi rispetto a quelli tipici della clorexidina.
Punti di forza della revisione
- Utilizzo di metodologia rigorosa (PRISMA, PICO)
- Confronto tra studi clinici real-world, non solo in vitro
- Analisi dell’efficacia antimicrobica in contesti diversi, come placca dentale, pH salivare e infiammazione gengivale
Limiti e criticità
Nonostante i risultati incoraggianti, esistono limiti significativi che impediscono al momento un’applicazione clinica estesa:
- Solo 5 studi inclusi, con campioni piccoli e diverse metodologie
- Assenza di standardizzazione nelle formulazioni di aglio usate (tipo di estratto, concentrazione, tempi di risciacquo)
- Mancanza di follow-up a lungo termine
- Dati limitati su pazienti con patologie parodontali avanzate o condizioni sistemiche
Queste criticità lasciano aperta la questione sull’effettiva sostituibilità della clorexidina con l’estratto di aglio nella pratica odontoiatrica quotidiana.
Conclusioni: potenziale interessante, ma serve cautela
L’uso dell’estratto di aglio come collutorio mostra un potenziale antimicrobico reale, supportato da evidenze preliminari, ma in assenza di studi clinici di alta qualità con follow-up esteso e formulazioni standardizzate, non è ancora raccomandabile sostituire la clorexidina con prodotti a base di aglio nella pratica clinica.