Smartphone: se lo usi così rischi ansia e insonnia (e non è il tempo)

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Lo smartphone accompagna momenti molto diversi della giornata: una chat utile, una pausa passata a scorrere contenuti, l’ultima occhiata prima di dormire. Per questo, quando si parla di uso “eccessivo”, la domanda importante non è solo quanto tempo passi sul telefono, ma come lo usi e che rapporto hai con quel gesto quasi automatico. Un nuovo studio su giovani adulti prova a guardare proprio lì, nelle abitudini digitali che possono intrecciarsi con ansia sociale, autocontrollo e benessere mentale.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa ha studiato davvero

I ricercatori hanno coinvolto studenti universitari tra 18 e 35 anni per capire come diverse modalità di utilizzo dello smartphone si colleghino a caratteristiche psicologiche e a un possibile uso problematico del dispositivo. Con questa espressione non si intende semplicemente usare molto il telefono, ma una modalità difficile da regolare, associata a interferenze nella vita quotidiana.

Lo studio ha anche cercato di identificare un gruppo più “a rischio”. In pratica, i partecipanti sono stati distinti in profili d’uso diversi. Circa un terzo rientrava in un gruppo con uso più intenso e con segnali maggiori di problematicità, rispetto a chi usava lo smartphone soprattutto per interazioni sociali dirette o in modo più leggero.

I risultati principali

Dai dati emerge che tre fattori erano collegati in modo più forte all’uso problematico: basso autocontrollo, maggiore neuroticismo e più alta FoMO, cioè la paura di essere tagliati fuori da ciò che fanno gli altri o di perdersi qualcosa di importante.

L’analisi suggerisce anche un punto interessante: il legame tra neuroticismo e uso problematico sembrava passare soprattutto attraverso FoMO e autocontrollo. In parole semplici, una maggiore tendenza a vivere emozioni negative potrebbe associarsi a un rapporto più difficile con lo smartphone non in modo diretto, ma perché si accompagna più facilmente al timore di restare esclusi e a una minore capacità di frenare impulsi e controllare le abitudini.

Il gruppo considerato più a rischio mostrava anche peggiore qualità del sonno. Questo non prova che il telefono causi direttamente insonnia o disagio psicologico, ma segnala un insieme di comportamenti e vulnerabilità che spesso si presentano insieme.

Perché può interessarti nella vita quotidiana

Il messaggio più utile per chi legge è che non tutto l’uso dello smartphone pesa allo stesso modo. Lo studio non suggerisce che ogni minuto davanti allo schermo sia dannoso. Fa pensare, piuttosto, che alcune abitudini siano più delicate di altre, soprattutto quelle più passive, compulsive o guidate dall’urgenza di controllare continuamente cosa succede.

Per molte persone questo si traduce in situazioni molto concrete: aprire il telefono senza un motivo preciso, passare da un contenuto all’altro per nervosismo, sentire disagio se non si risponde subito o se si teme di essere esclusi. Riconoscere questi schemi può essere più utile che contare ossessivamente le ore di schermo.

Che cosa puoi portarti a casa, con prudenza

Questo studio è osservazionale, quindi mostra associazioni ma non dimostra rapporti di causa-effetto. Non possiamo dire, sulla base di questi dati, che ridurre certe app elimini ansia, FoMO o problemi di sonno. E non possiamo generalizzare con sicurezza oltre giovani adulti universitari.

Il punto pratico, semmai, è un altro: se senti che il telefono ti “tira” troppo spesso, può valere la pena osservare quando succede e perché. Le strategie più ragionevoli non sono punitive, ma mirate: ridurre notifiche non necessarie, evitare l’uso notturno automatico, creare pause senza telefono e favorire usi più intenzionali invece di quelli passivi.

Non è una ricetta universale, ma un invito realistico. Più che demonizzare lo smartphone, questi risultati suggeriscono di prestare attenzione al rapporto emotivo che abbiamo con il dispositivo. Spesso è lì che si capisce se uno strumento utile sta diventando una fonte di stress.

Fonte scientifica

Paper originale: Parallel mediation of FoMO and self-control on the relationship between problematic smartphone use and neuroticism, at-risk group’s characteristics among young adults.
Rivista: Acta psychologica
DOI: 10.1016/j.actpsy.2025.105608

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