Anche tu vai in bagno con il cellulare? Ecco cosa rischi

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C’era una volta il bagno, quel tempio della solitudine dove si entrava con un giornale sgualcito e se ne usciva con la pace interiore (e intestinale).

Ma oggi?

Oggi entriamo con uno smartphone e ne usciamo con un posteriore in rivolta, più infiammato di un dibattito televisivo sulla moviola della giornata.

Sì, perché pare che passare troppo tempo seduti sul “trono di casa” con il telefono in mano aumenti il rischio di emorroidi. E non è una leggenda urbana tramandata dai nonni: lo dice un nuovo studio vero e proprio pubblicato su Plos One.

Che classe.

L’indagine: chi legge (sul water) si gratta

Lo studio ha preso in esame ben 213 adulti che si sono prestati volontariamente a raccontare le proprie abitudini di evacuazione (sì, qualcuno ha firmato un consenso informato per raccontare quanto tempo passa sul gabinetto… questo sì che è amore per la scienza…)

E i dati parlano chiaro: chi porta il telefono con sé in bagno tende a starci molto più a lungo rispetto ai puristi del “entro-esco” – una media di 8,4 minuti contro i 4,2 di chi ha il coraggio di varcare la soglia del bagno con solo i propri pensieri come compagnia.

E indovina un po’?

Il 40% degli affezionati al cellulare ha riportato almeno un episodio di sanguinamento rettale, segno di emorroidi in festa.

Perché il tempo conta… anche seduti

Ragazza che usa il cellulare in bagno

Shutterstock/488716744

Ma perché il cellulare dovrebbe fare male alle chiappe?

Perché quando stai seduto lì, a scrollare TikTok o a leggere articoli come questo (ok, mi dichiaro colpevole vostro onore), aumenti la pressione intra-addominale e peggiori il ritorno venoso nelle vene emorroidarie.

Risultato?

Le tue vene rettali si gonfiano come palloncini… Et voilà: benvenute emorroidi!

Perché succede?

Per la verità lo studio non è impeccabile, ti consiglio a questo proposito la lettura dell’articolo da cui ho preso spunto perché entra un po’ più nel dettaglio di questo aspetto, ma di fatto è ragionevole, anche perché non è solo una questione di tempo, ma anche di postura. Perché — udite udite — stare seduti sul water non è come stare seduti su una sedia. Il design della tavoletta non supporta adeguatamente il pavimento pelvico, che resta lì, abbandonato a se stesso come una promessa elettorale dopo il voto… di che partito sceglilo pure tu… probabilmente non fa una grande differenza.

Da questo punto di vista la turca sarebbe una modalità molto più naturale di evacuare, perché il problema è che questa posizione “sospesa”, tipica della tavoletta del water, non fornisce un adeguato supporto al pavimento pelvico, con il risultato che il sangue tende a ristagnare nelle vene della zona rettale. Il flusso rallenta, la pressione aumenta, e le vene si dilatano — un po’ come palloncini a una festa in cui però nessuno si diverte davvero.

E sì, è vero: le emorroidi ce le abbiamo tutti, perché sono strutture anatomiche normali, ma quando si ingrossano, si infiammano e cominciano a dare fastidio, passano rapidamente da “parte del corpo” a “problema esistenziale”.

Le soluzioni? Lascia il telefono fuori (o almeno in modalità aereo)

E ora la parte difficile: cosa possiamo fare per salvare il nostro posteriore?

  • Lascia lo smartphone fuori dal bagno. Lo so, è come chiedere a un millennial di lasciare l’acqua durante una crisi idrica, ma provaci.
  • Segui il ritmo naturale. Se non hai lo stimolo, non forzare. Il bagno non è una sala d’attesa.
  • Evita sforzi eccessivi. Non stai partorendo idee geniali, stai solo… beh, hai capito.
  • Mangia fibre. Sì, la nonna aveva ragione. La nonna ha Sempre ragione… le trovi in frutta, verdura e soprattutto cereali INTEGRALI e legumi.
  • Bevi. Acqua. Non gin tonic. Anche se capisco la tentazione.

 

Fonte: Medscape

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