Ti senti bene, non hai mai avuto un dolore al petto e magari la pressione è sempre stata nella norma. Viene spontaneo pensare che anche le tue arterie siano in buono stato. Ma i vasi sanguigni possono cambiare lentamente e senza dare alcun segnale per molti anni. Una nuova ricerca ha provato a guardare dentro le arterie di migliaia di persone apparentemente sane, per capire quanto spesso questi cambiamenti nascosti siano già presenti e a che età compaiano.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Che cosa hanno cercato i ricercatori
Il protagonista dello studio è l’aterosclerosi, cioè l’accumulo di depositi di grasso e altre sostanze nella parete delle arterie, le cosiddette placche. È il processo che, nel tempo, può portare a infarto o ictus. Spesso resta silenzioso: c’è, ma non provoca sintomi.
I ricercatori hanno seguito quasi 17.000 adulti tra i 18 e i 70 anni, in due Paesi europei. Nessuno aveva una malattia cardiovascolare nota. I partecipanti sono stati suddivisi in cinque fasce d’età, con un numero simile di uomini e donne. Le arterie del collo (carotidi) e dell’inguine (femorali) sono state esaminate con un’ecografia tridimensionale. Le arterie del cuore sono state esaminate con una TC coronarica, un esame radiologico che mostra i vasi cardiaci.
Che cosa è emerso
Più di metà dei partecipanti, circa il 57%, aveva almeno una placca. Il dato che colpisce di più riguarda i giovanissimi: tra i 18 e i 29 anni la placca è stata trovata in poco meno del 9% degli uomini e in poco meno del 7% delle donne.
La frequenza cresceva con l’età. Nelle donne l’aumento arrivava più tardi, ma nella mezza età diventava più rapido. Nei più giovani le placche erano di solito piccole, limitate a un solo distretto e localizzate soprattutto nelle arterie periferiche, non in quelle del cuore. Con il passare degli anni il volume delle placche cresceva in modo molto marcato e diventava più comune il coinvolgimento di più arterie insieme. Le placche presenti solo nelle coronarie erano rare in tutte le età.
Cosa questi dati non dicono
Questa prima fotografia descrive quante persone hanno placche in un dato momento. Non dice che cosa succederà loro. Avere una placca non significa che avrai un infarto: molte placche restano stabili per tutta la vita. Lo studio non dimostra nemmeno che sottoporre tutte le persone sane a un’ecografia delle arterie migliori la salute o allunghi la vita. Per saperlo servono studi in cui si confrontano gruppi trattati in modo diverso, e questi studi non sono ancora disponibili.
Va aggiunto che i partecipanti provenivano da due soli Paesi. I risultati potrebbero non riflettere con precisione altre popolazioni.
Che cosa puoi portare a casa
Se hai vent’anni o trenta, questa notizia può suonare inquietante. In realtà il messaggio utile è un altro: la salute delle arterie si costruisce lungo tutta la vita, non solo dopo i cinquant’anni. Lo studio non ha valutato le abitudini quotidiane. Le conoscenze già solide indicano però che i fattori che favoriscono la formazione delle placche si possono in buona parte modificare. Parliamo di fumo, pressione alta, colesterolo elevato, sedentarietà e un’alimentazione ricca di cibi molto lavorati.
Muoversi con regolarità, non fumare, curare il sonno e controllare periodicamente pressione e colesterolo restano scelte ragionevoli a ogni età. Non servono stravolgimenti, conta la costanza nel tempo.
Non è il caso di chiedere un’ecografia delle arterie solo perché hai letto questa notizia. Se in famiglia ci sono stati infarti precoci o hai dubbi sul tuo rischio, parlane con il tuo medico. Potrà valutare con te se e quali controlli abbiano senso nella tua situazione.
Fonte scientifica
Paper originale: Prevalence of Silent Atherosclerosis across Adult Life.
Rivista: The New England journal of medicine
DOI: 10.1056/nejmoa2609059
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