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L’aterosclerosi può essere già presente nelle arterie di alcuni giovani adulti, anche quando non ha ancora causato una malattia cardiovascolare riconosciuta. Nel gruppo esaminato da questa ricerca, placche silenziose sono state rilevate anche tra i 18 e i 29 anni: nell’8,7% degli uomini e nel 6,7% delle donne.
Il dato non significa che tutti svilupperanno sintomi o eventi cardiovascolari. Mostra però che l’aterosclerosi può iniziare presto e restare clinicamente silenziosa, cioè senza manifestazioni evidenti, per un periodo non definito da questa analisi.

Che cosa è stato cercato nelle arterie
La ricerca ha coinvolto 16.808 adulti tra 18 e 70 anni, residenti in Danimarca e Spagna. L’età media era di 45 anni e il 51,4% dei partecipanti era composto da donne. Nessuno aveva una malattia cardiovascolare aterosclerotica già nota al momento dell’arruolamento.
I partecipanti sono stati distribuiti in cinque fasce d’età definite in anticipo, con una presenza equilibrata di donne e uomini. Questa organizzazione ha permesso di confrontare la frequenza dell’aterosclerosi nelle diverse fasi della vita adulta e di osservare come la sua distribuzione variasse tra i sessi.
Per cercare le placche sono stati utilizzati due tipi di esame:
- Un’ecografia vascolare tridimensionale ha valutato le arterie carotidi, che portano sangue verso il cervello, e le arterie femorali delle gambe.
- Un’angiografia coronarica mediante tomografia computerizzata ha esaminato invece le arterie che riforniscono il cuore.
Si tratta di una coorte prospettica, ma i risultati riportati riguardano la valutazione iniziale. Descrivono quindi quanto fosse diffusa la malattia silenziosa al momento degli esami, non che cosa sia accaduto successivamente ai partecipanti.
La frequenza cresce con l’età
Considerando l’intero gruppo, l’aterosclerosi silenziosa era presente nel 57,1% dei partecipanti. L’intervallo di confidenza al 95%, compreso tra 56,3% e 58,0%, indica che la stima complessiva è statisticamente precisa all’interno della popolazione studiata.
Questa percentuale riunisce però persone dai 18 ai 70 anni e non descrive allo stesso modo ogni fase della vita.
Nella fascia tra 18 e 29 anni, la prevalenza era ovviamente molto più bassa: 8,7% tra gli uomini e 6,7% tra le donne, ma comunque già rilevabile. Prima dei 30 anni!
La frequenza aumentava poi con l’avanzare dell’età.
L’andamento differiva anche tra donne e uomini. Nelle donne l’aumento risultava più tardivo, ma diventava più ripido nella mezza età. Le informazioni riportate non consentono di attribuire questa differenza a una causa specifica: il confronto documenta un andamento associato all’età e al sesso, senza spiegare quale meccanismo lo produca.
Da una sola sede a più territori arteriosi
Nei partecipanti più giovani, quando veniva identificata, l’aterosclerosi interessava più spesso le arterie periferiche ed era limitata a un unico territorio vascolare. Con l’età diventava invece più comune trovare placche in più distretti arteriosi.
Non aumentava soltanto il numero delle sedi coinvolte. Anche il volume delle placche cresceva nettamente, con un andamento descritto come esponenziale. Ciò indica che l’incremento osservato non era costante lungo tutte le età, ma diventava più marcato nelle fasce successive.
Un altro risultato riguarda le coronarie. L’aterosclerosi limitata esclusivamente a queste arterie era poco comune in ogni fascia d’età: non superava il 9,3% negli uomini e il 5,0% nelle donne. Questo non significa che le coronarie fossero sempre prive di placche, ma che raramente costituivano l’unica sede interessata.
La valutazione di carotidi, femorali e coronarie offre quindi una visione più ampia rispetto all’esame di un solo distretto. Nei giovani, in particolare, concentrarsi esclusivamente sulle coronarie avrebbe potuto non rappresentare tutta la distribuzione delle placche osservata nella ricerca.
Che cosa si può concludere, e che cosa no
Questi risultati descrivono una presenza senza sintomi clinici noti, non una diagnosi inevitabilmente destinata a provocare infarto, ictus o morte. Non vengono riportati eventi successivi né una relazione tra il volume delle placche e il rischio individuale futuro. La ricerca, quindi, non stabilisce quale sarà l’evoluzione della condizione nelle singole persone.
Il confronto è inoltre osservazionale. Età e sesso risultano associati alla prevalenza, all’estensione territoriale e al volume dell’aterosclerosi, ma i dati non dimostrano che siano gli unici fattori coinvolti né chiariscono le cause delle differenze riscontrate.
I risultati appartengono a un ampio gruppo di adulti danesi e spagnoli senza malattia cardiovascolare aterosclerotica conosciuta. Non possono essere trasferiti automaticamente a popolazioni con caratteristiche diverse o usati, da soli, per definire chi debba sottoporsi agli esami impiegati nella ricerca.
La conclusione sostenuta dai dati è più circoscritta: le placche possono essere rilevate già nella prima età adulta e, nel gruppo studiato, diventano progressivamente più frequenti, più voluminose e distribuite in più territori arteriosi con l’avanzare dell’età. La loro presenza precoce descrive l’inizio anatomico della malattia, non il destino clinico della persona in cui viene identificata.
Fonte: Prevalence of Silent Atherosclerosis across Adult Life.
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