Roma: 28 tumori del polmone trovati prima dei sintomi con la Tac

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La notizia in breve

Su 939 persone senza sintomi sottoposte a Tac del torace a basso dosaggio, cioè con una quantità ridotta di radiazioni, 28 avevano un tumore del polmone (circa il 3%), mentre altre 5 mostravano neoplasie extrapolmonari. La quasi totalità è stata individuata a uno stadio ancora trattabile localmente. Sono i risultati del programma di diagnosi precoce dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, presentati a Roma, che passa ora a una seconda fase con il coinvolgimento di medici di famiglia e farmacie.

Il percorso è iniziato con un questionario online compilato da 3.150 persone, di cui 1.854 sono risultate inizialmente eleggibili. Successivamente sono state effettuate circa 1.350 visite pneumologiche e 939 TC del torace. Ventinove pazienti sono stati sottoposti a intervento chirurgico con approccio mininvasivo e ricorso alla chirurgia robotica; in due casi l’esame istologico ha poi documentato la natura benigna del nodulo.

“Non abbiamo semplicemente offerto una TC del torace: abbiamo costruito un percorso”, ha spiegato Giuseppe Cardillo, direttore della UOC Chirurgia Toracica, riferendo che il questionario, la visita pneumologica e la valutazione multidisciplinare hanno permesso di individuare 28 tumori polmonari, di cui 27 al primo stadio di malattia, curabili con approccio mini-invasivo e con un’aspettativa di vita superiore al 90%.

Come affermato dal direttore generale Angelo Aliquò, l’obiettivo per la fase successiva è “portare i QR code di accesso negli studi dei medici di famiglia e nelle farmacie, per raggiungere le persone a rischio prima che compaiano i sintomi, e lavorare con la Regione perché questa esperienza possa diventare un modello replicabile anche in altre aziende, soprattutto nel Lazio”.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Perché si cerca il tumore prima dei sintomi

Il tumore del polmone nelle fasi iniziali è spesso silenzioso. Tosse persistente, sangue nell’espettorato, calo di peso o dolore toracico compaiono di solito quando la malattia è già avanzata, e in quel momento la chirurgia non è più sempre possibile. Lo screening punta a invertire questa sequenza, cercando la malattia in persone che stanno bene ma hanno un rischio elevato.

La TC del torace a basso dosaggio rileva noduli molto piccoli con un’esposizione alle radiazioni ridotta rispetto a una TC tradizionale. Il consenso clinico considera questo esame lo strumento di riferimento per la diagnosi precoce nelle popolazioni ad alto rischio. La radiografia del torace, invece, non ha mostrato un’efficacia paragonabile.

A chi si rivolge e perché la selezione conta

Lo screening polmonare non è pensato per tutta la popolazione. I criteri si basano soprattutto sull’età e sulla storia di fumo, attuale o pregresso, perché il beneficio cresce con il rischio di partenza. Selezionare bene le persone, come fanno i questionari e le visite preliminari, serve a concentrare l’esame dove i vantaggi superano gli svantaggi.

Resta un’area di incertezza la gestione di chi si ammala senza aver mai fumato, ad esempio per esposizioni ambientali o professionali o per familiarità. Per questi gruppi i criteri di accesso sono ancora oggetto di discussione.

Benefici e limiti

Individuare un tumore al primo stadio consente spesso interventi limitati, anche con tecniche mininvasive, e prognosi nettamente migliori rispetto alle forme avanzate. Nelle persone ad alto rischio sottoposte a programmi strutturati, la riduzione della mortalità per tumore polmonare è considerata un dato consolidato.

Lo screening ha però dei limiti noti. Molti noduli individuati sono benigni, e alcuni richiedono controlli ripetuti o interventi che a posteriori si rivelano non necessari: è il problema dei falsi positivi. Esiste poi la sovradiagnosi, cioè la scoperta di lesioni a crescita così lenta che non avrebbero mai dato problemi. Infine la TC può mostrare reperti incidentali in altri organi, a volte utili e a volte fonte di ulteriori accertamenti.

Il valore del percorso

Per questo il consenso clinico insiste sul fatto che lo screening non coincide con il singolo esame. Contano la valutazione multidisciplinare dei noduli, protocolli condivisi per decidere quando sorvegliare e quando intervenire, e la continuità dei controlli nel tempo. Restano ancora da definire con precisione l’intervallo ottimale tra un esame e l’altro e la sostenibilità su larga scala. A differenza di altri screening oncologici, quello polmonare non è ancora offerto in modo uniforme sul territorio.

Il ruolo del fumo

Lo screening non sostituisce la cessazione del fumo, che resta l’intervento più efficace per ridurre il rischio di tumore polmonare e di molte altre malattie respiratorie e cardiovascolari. Per questo i programmi più strutturati integrano la diagnosi precoce con percorsi di supporto per smettere di fumare, sfruttando un momento in cui la persona è più attenta alla propria salute.

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