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La notizia in breve
Oltre 4.500 ragazzi e ragazze hanno scelto di iscriversi al Registro italiano donatori di midollo osseo (Ibmdr) durante la campagna di sensibilizzazione “Match it now”, un dato pari a più del doppio rispetto all’anno precedente. Lo ha reso noto il Centro Nazionale Trapianti. L’iniziativa, promossa dal ministero della Salute, dal Centro nazionale trapianti, dal Centro nazionale sangue e da Ibmdr con le associazioni Admo, Adoces e Adisco, punta ad ampliare la platea dei potenziali donatori.
Per molte persone affette da leucemie, linfomi, mielomi e altre gravi malattie del sangue, il trapianto di cellule staminali emopoietiche può costituire l’unica possibilità terapeutica. Ogni anno circa 2.000 persone si rivolgono all’Ibmdr per la ricerca di un donatore non familiare compatibile di midollo osseo.
L’edizione 2026 ha registrato 4.507 adesioni, con un aumento di 2.547 iscrizioni (+130%) rispetto al 2025, un incremento del 43% rispetto al 2024 e del 53% rispetto al 2023. A determinare la crescita ha contribuito il canale di reclutamento digitale del Registro Ibmdr, le cui registrazioni avviate online sono passate in un solo anno da 300 a 1.547, con un incremento superiore al 415%.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Perché serve un registro di donatori
Il trapianto di cellule staminali emopoietiche sostituisce un midollo osseo malato o distrutto dalle terapie con cellule sane, capaci di ricostruire l’intero sistema del sangue e quello immunitario. Nelle leucemie e in altre neoplasie ematologiche ha anche un effetto antitumorale diretto: le cellule immunitarie del donatore possono riconoscere ed eliminare le cellule malate residue.
Il limite principale è la compatibilità HLA, un insieme di marcatori presenti sulle cellule che il sistema immunitario usa per distinguere ciò che è proprio da ciò che è estraneo. Questi marcatori sono ereditari ed estremamente variabili nella popolazione. Un fratello o una sorella hanno una probabilità concreta di essere compatibili, ma molti pazienti non hanno un familiare idoneo e devono cercare un donatore non consanguineo. Tra estranei la compatibilità completa è rara: per questo i registri hanno bisogno di molti iscritti e di una buona varietà genetica, dato che i profili HLA tendono a somigliarsi tra persone con origini geografiche comuni.
Come avviene la donazione
L’iscrizione prevede la tipizzazione HLA, ottenuta da un semplice campione di saliva o di sangue. Solo una piccola parte degli iscritti viene poi chiamata a donare, quando il proprio profilo risulta compatibile con quello di un paziente.
Le modalità di prelievo sono due. La più frequente è la raccolta da sangue periferico: per alcuni giorni il donatore riceve un farmaco che spinge le staminali a uscire dal midollo verso il circolo, poi le cellule vengono separate con una procedura simile a una donazione di sangue prolungata. Gli effetti più comuni sono dolori ossei e sintomi simil-influenzali, in genere transitori. L’alternativa è il prelievo diretto dalle ossa del bacino in anestesia, con un breve ricovero e un dolore locale che si risolve nei giorni successivi. In entrambi i casi il midollo del donatore si rigenera.
Esiste anche una terza fonte, il sangue del cordone ombelicale, raccolto al momento del parto e conservato in apposite banche, che tollera un grado di compatibilità meno stretto ma contiene un numero limitato di cellule.
Cosa comporta per chi riceve
Per il paziente il trapianto è una procedura impegnativa. Prima dell’infusione si esegue un trattamento di “condizionamento” con chemioterapia ed eventualmente radioterapia, e nelle settimane successive le difese immunitarie restano molto basse. La complicanza più caratteristica è la malattia del trapianto contro l’ospite, in cui le cellule del donatore attaccano i tessuti del ricevente. Per questo l’indicazione viene valutata caso per caso, bilanciando la gravità della malattia con i rischi della procedura.
I punti aperti
Il consenso clinico è che i donatori giovani siano preferibili, sia per la qualità delle cellule sia perché restano disponibili più a lungo nel registro. Un aspetto delicato è la distanza tra iscrizione e donazione effettiva: anni dopo, alcuni iscritti risultano irreperibili o non più disponibili, e questo può rallentare la ricerca in situazioni in cui il tempo conta.
Negli ultimi anni si è diffuso anche il trapianto da familiari compatibili solo a metà, che ha ampliato le possibilità per chi non trova un donatore pienamente compatibile. Questo non riduce il ruolo dei registri: la scelta della fonte migliore dipende dalla malattia, dalle condizioni del paziente e dalle opzioni disponibili in quel momento.
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