Se usi lo smartwatch per capire quante calorie hai consumato durante l’allenamento, la cifra sul display può sembrare precisa, quasi “oggettiva”. Ma nella vita reale quei numeri spesso guidano scelte concrete, come concederti uno spuntino in più o valutare se il tuo programma per dimagrire sta funzionando. Un nuovo studio suggerisce che questa fiducia andrebbe dosata con prudenza.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Che cosa ha studiato la ricerca
I ricercatori hanno voluto capire quanto siano accurate le stime di dispendio energetico fornite da alcuni smartwatch molto diffusi. Hanno anche esaminato se l’errore cambiasse in base alla marca del dispositivo, alla percentuale di massa grassa e al tono della pelle.
Per farlo hanno coinvolto 58 adulti ispanici in un test controllato su cyclette reclinata. I partecipanti hanno indossato diversi orologi mentre il consumo energetico veniva misurato con una metodica di riferimento usata in ambito clinico, molto più affidabile di quella disponibile nei dispositivi da polso. In pratica, il confronto era tra il numero “stimato” dallo smartwatch e quello misurato con strumenti di laboratorio.
I risultati principali
Il messaggio di fondo è semplice: gli smartwatch non si sono comportati tutti allo stesso modo e spesso hanno sbagliato in misura non trascurabile. Alcuni modelli tendevano a sovrastimare le calorie consumate, altri mostravano una variabilità molto ampia.
Nelle analisi, tre dispositivi su quattro presentavano un errore medio significativo rispetto alla misura di riferimento. I valori di errore percentuale assoluto si collocavano, in modo approssimativo, tra il 15% e il 25%, con differenze tra marche. In termini pratici, significa che il numero letto dopo una sessione può allontanarsi parecchio dal consumo reale.
C’è un altro dato importante: all’aumentare della massa grassa corporea, aumentava anche l’errore della stima, qualunque fosse la marca, anche se con entità diverse. Il tono della pelle, invece, in questo campione non è risultato associato in modo significativo all’accuratezza.
Perché può interessarti nella vita quotidiana
Per molte persone il conteggio delle calorie “bruciate” non è una curiosità, ma uno strumento per regolare cibo, esercizio e peso. Se il dispositivo tende a sovrastimare, potresti pensare di avere un margine alimentare più ampio di quello reale. Nel tempo questo può complicare un percorso di dimagrimento o rendere più confusi i risultati.
Ma non significa che lo smartwatch sia inutile. Può restare valido per monitorare durata dell’attività, frequenza cardiaca, regolarità del movimento e andamento nel tempo. Il punto è non trattare la cifra delle calorie come una misura esatta del tuo metabolismo in quel momento.
Cosa possiamo concludere, e cosa no
Questo studio non dimostra che tutti gli smartwatch siano inaffidabili in ogni situazione. Mostra piuttosto che, in un test specifico su cyclette e in un campione limitato, le stime caloriche possono essere poco precise e influenzate dalla composizione corporea.
C’è anche da ricordare che si trattava di una sola sessione, con adulti relativamente giovani e di un gruppo etnico specifico. Non sappiamo se i risultati siano identici durante camminata, corsa, pesi o attività quotidiane. Alcuni dati, inoltre, sono stati filtrati per escludere valori implausibili, soprattutto per un dispositivo.
La lezione più ragionevole è questa: usa il dato calorico come stima orientativa, non come verità matematica. Se il tuo obiettivo è la salute o il peso, conta di più la costanza nel tempo, insieme ad alimentazione, sonno e attività fisica regolare, che non il numero preciso mostrato al polso dopo un singolo allenamento.
Fonte scientifica
Paper originale: Body fat, skin tone, and the accuracy of smartwatch caloric expenditure estimates
Rivista: PLoS ONE
DOI: 10.1371/journal.pone.0353261
Tutte le news di The WOM Healthy su Google
Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.