Fitwalking for AIL: camminare con un tumore del sangue, quando si può

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La notizia in breve

Domenica 27 settembre si svolgerà la decima edizione della Fitwalking for Ail, la camminata solidale non competitiva promossa dall’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma. L’iniziativa ha lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca scientifica e per l’assistenza ai pazienti con tumori del sangue e ai loro familiari.

Nata per celebrare la Giornata mondiale della leucemia mieloide cronica, la manifestazione si terrà nell’ultimo fine settimana di settembre in 40 città italiane. Tra gli obiettivi dell’evento vi è anche quello di informare i pazienti sulla possibilità di condurre una vita attiva, incoraggiandoli alla pratica sportiva attraverso il fitwalking, definito come una forma di cammino accessibile a tutti il cui termine significa letteralmente ‘camminare per la forma fisica’.

La manifestazione ha ricevuto il patrocinio di Aeronautica militare, Stato maggiore della marina, Coni, Federazione italiana di atletica leggera, Comitato italiano paralimpico, Associazione italiana arbitri, Associazione italiana cultura sport, Centro sportivo italiano e Federazione italiana amatori sport per tutti. L’elenco dei centri aderenti include, tra gli altri, Alessandria, Cosenza, Genova, L’Aquila, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e varie altre località con appuntamenti fissati tra il 20 settembre e il 4 ottobre.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Attività fisica e tumori del sangue

Le leucemie, i linfomi e il mieloma comprendono malattie diverse per origine, decorso e trattamento. Possono interferire con la produzione e la funzione delle cellule del sangue, provocando manifestazioni come stanchezza, ridotta tolleranza allo sforzo, maggiore vulnerabilità alle infezioni o sanguinamenti, con notevoli differenze da persona a persona.

Il ruolo del movimento

Durante e dopo le cure, un’attività fisica adattata può contribuire al mantenimento della capacità muscolare, della mobilità e dell’autonomia. Il cammino è spesso una modalità accessibile perché l’intensità può essere modulata, ma non è automaticamente adatto a chiunque in ogni fase della malattia.

La possibilità di praticarlo dipende dalle condizioni generali, dai valori del sangue, dalle complicanze e dagli effetti delle terapie. Affaticamento marcato, anemia, alterazioni della coagulazione, infezioni e fragilità ossea possono richiedere limitazioni o adattamenti, valutati nel contesto clinico individuale.

Qualità di vita e assistenza

L’attività fisica non sostituisce le terapie contro il tumore, ma può inserirsi nella presa in carico complessiva della persona. Il suo valore riguarda anche la qualità di vita, il contrasto alla perdita di forza e, quando svolta in un contesto condiviso, la riduzione dell’isolamento che può accompagnare una malattia ematologica.

In questo ambito non esiste un livello di esercizio valido per tutti. L’approccio più solido è quello graduale e personalizzato, coerente con la fase della malattia e con le capacità effettive del paziente.

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