Memoria: e se il vero pericolo non fosse quello che mangi?

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Quando si parla di come proteggere la memoria con il passare degli anni, il discorso finisce quasi sempre sulle stesse cose: cosa mangiamo, quanto ci muoviamo, come teniamo sotto controllo glicemia e pressione. Molto più di rado si parla delle bollette da pagare a fine mese, di una casa in affitto che non dà sicurezza o di una solitudine che pesa giorno dopo giorno. Eppure queste condizioni di vita potrebbero avere un ruolo che tendiamo a sottovalutare, soprattutto per chi convive con il diabete di tipo 2.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa hanno voluto capire i ricercatori

Un nuovo studio ha seguito per molti anni oltre ventimila adulti britannici. Circa la metà aveva il diabete di tipo 2, gli altri una glicemia nella norma. I ricercatori hanno osservato chi, nel tempo, riceveva una diagnosi di demenza. I risultati sono poi stati verificati in un secondo grande gruppo di persone negli Stati Uniti.

Al centro dell’analisi c’erano i determinanti sociali della salute, cioè le condizioni concrete in cui si vive: reddito, istruzione, accesso alle cure, caratteristiche del quartiere, rete di relazioni. Questi fattori non sono stati considerati uno alla volta. Sono stati combinati in un unico punteggio, attribuendo a ciascuno un peso diverso, e i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: condizioni favorevoli, intermedie e sfavorevoli.

Cosa è emerso

In circa 14 anni quasi quattrocento persone hanno sviluppato demenza. Chi rientrava nel gruppo più svantaggiato mostrava un rischio circa due volte e mezzo più alto rispetto a chi viveva in condizioni favorevoli, sia con il diabete sia senza. Le analisi tenevano già conto di età, fumo, alcol, attività fisica, peso, colesterolo, controllo della glicemia, depressione e predisposizione genetica.

Il segnale più forte riguarda le donne con diabete. In questo gruppo lo svantaggio sociale si associava a un rischio oltre cinque volte maggiore, contro meno del doppio negli uomini con diabete. I casi tra le donne erano però pochi, e la stima è quindi poco precisa: indica una tendenza, non una misura esatta.

Tra i singoli fattori, quelli più legati alla demenza erano il reddito familiare, il livello di istruzione della zona di residenza, l’avere o meno una casa di proprietà, la solitudine e lo stress percepito. Solitudine e stress sembravano pesare in modo particolare proprio nelle donne con diabete. È emerso anche che il diabete si accompagnava a un rischio più alto soprattutto in chi viveva in condizioni sociali medie o sfavorevoli.

Perché non è una prova di causa ed effetto

Si tratta di uno studio osservazionale: registra un legame tra due fenomeni, ma non dimostra che uno provochi l’altro. Gli autori propongono alcune spiegazioni possibili: una minore “riserva” del cervello costruita negli anni, maggiori difficoltà nel gestire il diabete, uno stress cronico capace di favorire infiammazione e danni ai vasi sanguigni. Restano però ipotesi.

I limiti sono diversi. Le diagnosi derivavano da codici amministrativi, quindi alcuni casi potrebbero essere sfuggiti. Le due popolazioni studiate non rispecchiano pienamente la popolazione generale e misuravano le condizioni sociali in modo non identico. Altri fattori non rilevati potrebbero spiegare parte dei risultati.

Cosa puoi portare a casa

Se hai il diabete e stai attraversando un periodo di difficoltà economiche, isolamento o forte stress, questo studio non significa che il tuo destino sia segnato. E non è una colpa: molte di queste condizioni non dipendono dalle scelte individuali.

Può essere utile però parlarne con il medico, soprattutto se qualcosa ti rende difficile seguire le cure, fare i controlli o prenderti tempo per te. Coltivare i legami con le persone e cercare aiuto quando lo stress diventa costante ha senso per il benessere in generale, anche se non sappiamo ancora se protegga la memoria.

Il messaggio più solido riguarda i servizi sanitari: la cura del diabete potrebbe guadagnare dall’attenzione al contesto di vita di chi si cura. Solo studi futuri potranno dire se migliorare queste condizioni riduce davvero il rischio.

Fonte scientifica

Paper originale: Social determinants of health and risk of dementia in people with and without type 2 diabetes – findings from two large national-scale cohorts
Rivista: Aging
DOI: 10.18632/aging.206417

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