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Cosa sono i vasa previa?

Durante una gravidanza il cordone ombelicale collega feto e placenta, un organo temporaneo che il grembo materno sviluppa come interfaccia di collegamento tra la circolazione della mamma e quello del feto. Il cordone è costituito da una sostanza gelatinosa (gelatina di Wharton) che funge da protezione a 3 vasi sanguigni:

  • una vena ombelicale, che porta sangue ossigenato e ricco di nutrienti dalla placenta al feto
  • due arterie ombelicali, che trasportano le sostanze di rifiuto del feto alla placenta.

I vasa praevia sono una rara complicazione della gravidanza caratterizzata dalla presenza di vasi sanguigni del feto che si trovano accanto all’apertura dell’utero materno, in prossimità della cervice, senza essere adeguatamente protetti dal cordone ombelicale

Vasa Previa

Shutterstock/Betty Ray

Il rischio è legato al possibile sanguinamento, potenzialmente gravissimo in quanto l’emorragia originerebbe direttamente dalla circolazione fetale e con la conseguente possibilità di morte per dissanguamento.

Che differenza c’è vasa previa e placenta previa?

La placenta previa è una condizione in cui la placenta si trova troppo in basso nell’utero, tanto da occludere la cervice; in questa situazione con l’inizio del travaglio i vasi sanguigni che collegano la placenta all’utero possono rompersi ed iniziare a sanguinare.

Causa

I vasa previa sono una condizione caratterizzata dal passaggio di vasi sanguigni fetali vicino all’apertura interna dell’utero; il rischio è legato alla possibilità di rottura in contemporanea alle membrane, in quanto non protetti dal cordone ombelicale o dal tessuto placentare.

Essendo direttamente collegati alla circolazione del feto un’emorragia risulterebbe rapidamente fatale.

Vasa previa - Cause

By Sigrid de Rooij – www.vasaprevia.nl, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80373707

Esistono principalmente due possibili cause :

  • Inserzione velamentosa del cordone ombelicale (figura a sinistra): Durante la gravidanza il bambino riceve ossigeno e nutrienti dalla placenta materna attraverso il cordone ombelicale, che protegge i vasi sanguigni che vi decorrono all’interno. In caso di inserzione velamentosa il cordone ombelicale si inserisce nel sacco amniotico anziché nella placenta. Quando i vasi sanguigni attraversano il sacco amniotico, non possono godere di adeguata protezione. Nelle figura seguente si può osservare da sinistra verso destra: gravidanza normale, inserzione velamentosa del cordone ombelicale ma senza rischio di vasa previa, vasa previa.

    Vasa previa velamentosa

    By Cchu9279 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=90443081

  • Placenta anomala (bilobata, multilobata o succenturiata): strutture atipiche della placenta possono predisporre allo sviluppo dei vasa previa, perché gli eventuali lobi accessori possono essere collegati al feto mediante vasi sanguigni che NON decorrono attraverso il cordone ombelicale, che ne rappresenterebbe lo strumento di protezione. La placenta è soggetta a malformazione. qualora s’impianti a livello di:
    • un fibroma uterino
    • un’area a ridotto afflusso di sangue
    • un’area sede di precedente intervento chirurgico
    • cervice.

In prossimità del parto, quando il sacco amniotico si rompe (rottura delle acque), il bambino inizia a muoversi per trovare la strada del parto attraverso la vagina e, in presenza di vasa previa (vasi sanguigni esposti, non protetti dal cordone ombelicale) questi possono andare incontro a lacerazione ed emorragia.

Fattori di rischio

I vasa previa si osservano più comunemente in caso di:

Sintomi

I vasa previa non causano lo sviluppo di alcun sintomo fino all’eventuale emorragia, durante la qualche invece la classica triade consiste in

  • rottura della membrana (rottura delle acque),
  • sanguinamento vaginale (ma senza dolore)
  • riduzione della frequenza del battito cardiaco fetale.

Diagnosi

Sebbene sia una condizione che possa potenzialmente venire riconosciuta prima del parto (mediante ecocolor Doppler, esame che è in grado di evidenziare la presenza di un flusso ematico attraverso l’apertura uterina), purtroppo non sempre questo è possibile.

Il primo passo in presenza di una situazione suggestiva di vasa previa è distinguere il sanguinamento vaginale da altre possibili cause non altrettanto gravi (ad esempio mediante la ricerca di emoglobina fetale, che se presente indicherebbe emorragia fetale), ma in alcuni casi la situazione precipita così velocemente da non lasciare margine di manovra.

Cura

In genere l’unico possibile approccio terapeutico è un immediato parto cesareo:

  • in regime di urgenza se ad emorragia in corso,
  • programmato se il riconoscimento dei vasa previa avviene prima della rottura delle membrane, indicativamente poco dopo la 34esima settimana.

Nelle pazienti con diagnosi precoce di vasa previa è possibile optare per l’ospedalizzazione a partire dalla 32esima settimana, per garantire un immediato intervento in caso di rottura anticipata, oltre che per una somministrazione di cortisone volta ad accelerare la maturazione dei polmoni fetali.

In caso di rottura purtroppo la prognosi è spesso infausta, perché la quantità di sangue del feto è di per sé ridotta ed è quindi sufficiente una piccola emorragia a determinarne l’esaurimento nell’arco di pochissimo tempo.

Fonti e bibliografia

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