Calcio nelle ossa o nelle arterie? Il segreto è in questa vitamina

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Il doppio volto del calcio nel tuo organismo

Il calcio è il minerale più noto quando si parla di salute ossea, ma il suo percorso all’interno del corpo richiede una regia precisa. Quando lo assumi attraverso il cibo o un integratore, il tuo organismo deve gestire il trasporto nei vari tessuti. Esiste un filone di ricerca che indaga come il calcio non fissato nello scheletro possa depositarsi nelle pareti arteriose, contribuendo alla calcificazione vascolare e riducendo nel tempo la naturale elasticità dei vasi.

Puoi immaginare questo processo come un problema di viabilità cellulare. A livello biochimico, la risorsa che partecipa a orientare il minerale verso la meta corretta è la vitamina K2. Il consenso scientifico indica che un’alimentazione varia ed equilibrata è solitamente in grado di garantire il corretto metabolismo del calcio senza necessità di integrazioni preventive.

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Come funziona il semaforo molecolare

Per fissare il calcio dove serve, il tuo corpo si serve di specifiche proteine. Una di queste, la osteocalcina, lavora all’interno del tessuto osseo per catturare il minerale e incorporarlo nella struttura dello scheletro, mantenendolo denso e resistente. Un’altra proteina, chiamata MGP (proteina Gla della matrice), agisce nei vasi sanguigni ostacolando l’adesione del calcio ai tessuti molli delle arterie.

Il tuo organismo produce queste proteine in forma inattiva. La vitamina K2 funziona come una chiave di accensione, attivando entrambe le molecole attraverso un processo chimico chiamato carbossilazione. Se la quota di K2 è scarsa, le proteine restano inattive. Nella pratica clinica le carenze gravi di vitamina K2 sono rare nelle persone sane con un’alimentazione regolare.

La sinergia con la vitamina D e le fonti alimentari

Spesso si diffonde l’idea che l’assunzione di un integratore di vitamina D debba essere sempre accompagnata dalla vitamina K2. La vitamina D3 aumenta l’assorbimento intestinale del calcio e stimola la produzione delle proteine di trasporto. La vitamina K2 contribuisce all’attivazione di queste proteine. Le linee guida attuali sulle malattie del metabolismo osseo non raccomandano l’uso sistematico di integratori di vitamina K2 in associazione alla vitamina D nella popolazione generale.

Trovare questo nutriente a tavola richiede qualche attenzione alla scelta degli alimenti. Diversamente dalla vitamina K1, abbondante negli ortaggi a foglia verde come spinaci e cavoli, la K2 viene sintetizzata principalmente da batteri. La trovi in quantità significative nei formaggi stagionati, nel burro, nel tuorlo d’uovo e in cibi fermentati come il natto, un alimento tradizionale a base di soia. Il microbioma intestinale ne produce una piccola quota, ma l’alimentazione rimane una fonte centrale.

Come integrarla nella tua routine quotidiana

Mantenere le ossa robuste e i vasi sanguigni in salute parte dalle buone abitudini a tavola. L’integrazione di vitamina K2 diviene oggetto di valutazione medica solo in casi specifici e non rappresenta una raccomandazione clinica universale per chi assume vitamina D o segue un’alimentazione vegetale.

Negli integratori si usa spesso la forma menachinone-7 (MK-7), estratta da fonti naturali e caratterizzata da una maggiore durata nel circolo sanguigno. Trattandosi di una molecola liposolubile, il tuo corpo la assorbe con maggiore facilità se la assumi durante un pasto che comprende una fonte di grassi sani, come un filo di olio extravergine d’oliva o una manciata di frutta secca. Chi assume farmaci anticoagulanti orali antagonisti della vitamina K deve evitare l’automedicazione e consultare il proprio medico prima di assumere prodotti contenenti questa vitamina, per il rischio di alterare l’efficacia della terapia.

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