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Svegliarsi con la testa che gira o una sensazione di vuoto appena metti i piedi giù dal letto può essere un’esperienza davvero fastidiosa. Se ti capita di provare questo senso di sbandamento al mattino, sappi che si tratta di un fenomeno comune e che spesso è legato a un calo temporaneo della pressione arteriosa, noto come ipotensione ortostatica. Quando ti alzi dalla posizione sdraiata, la gravità spinge il sangue verso le gambe e l’addome. Se il corpo non compensa con la dovuta rapidità, al cervello giunge momentaneamente meno ossigeno e avverti la vertigine. Ciò che fai la sera prima influisce direttamente sulla capacità del tuo organismo di reagire prontamente al risveglio.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
1. Bere alcol o fare cene molto abbondanti
Un bicchiere di troppo o una cena ricca di grassi consumata a tarda sera possono interferire con la stabilità della pressione mattutina. L’alcol esercita un’azione vasodilatatrice, allargando i vasi sanguigni e favorendo una discesa dei valori pressori durante la notte. Allo stesso tempo, la digestione di un pasto pesante richiede un notevole afflusso di sangue verso lo stomaco e l’intestino, sottraendolo in parte al resto del circolo. Se unisci questi due fattori, al mattino rischi di ritrovarti con la pressione più bassa del normale e con una maggiore suscettibilità allo stordimento non appena ti metti in piedi.
2. Trascurare l’idratazione nelle ore serali
Durante le ore di sonno continui a perdere liquidi attraverso la respirazione e la sudorazione, senza poterne introdurre di nuovi. Se vai a dormire in uno stato di leggera disidratazione, questa fisiologica perdita notturna riduce il volume del sangue in circolo. Un volume ematico ridotto rende più faticoso per il cuore mantenere la pressione costante quando passi dalla posizione orizzontale a quella verticale. Mantenere un consumo regolare di liquidi durante tutto l’arco della giornata aiuta i vasi sanguigni a conservare il giusto riempimento, facendo attenzione a non bere in modo eccessivo a ridosso del riposo per evitare di doversi alzare durante la notte.
3. Dormire in una stanza troppo calda
La temperatura dell’ambiente in cui riposi gioca un ruolo spesso sottovalutato. Il calore eccessivo stimola la dilatazione dei vasi sanguigni periferici e aumenta la sudorazione notturna, accentuando la perdita di acqua e sali minerali. In una camera surriscaldata la pressione arteriosa tende naturalmente a scendere. Mantenere la stanza fresca, idealmente intorno ai 18-19 gradi, favorisce non solo un sonno più profondo ma aiuta anche il sistema vascolare a conservare un tono adeguato per la mattina.
Come proteggere la pressione al risveglio
Oltre a modificare queste abitudini serali, puoi adottare una semplice strategia al momento di alzarti per concedere al tuo corpo il tempo di adattarsi. Evita di scattare dal letto appena suona la sveglia. Rimani seduto sul bordo del letto per un paio di minuti, muovendo delicatamente i piedi e le caviglie prima di sollevarti. Questo movimento attiva la pompa muscolare delle gambe, spingendo il sangue verso l’alto e contrastando la spinta della gravità. Bere un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente appena sveglio aiuta ulteriormente a ripristinare il volume dei liquidi.
Quando consultare il medico
Se gli episodi sono isolati e si risolvono in pochi secondi, correggere lo stile di vita è di norma risolutivo. È opportuno invece contattare il medico di medicina generale se le vertigini diventano frequenti o se si accompagnano a svenimenti, vista offuscata, palpitazioni o sensazione di stanchezza profonda. In questi casi il medico potrà valutare se la causa sia legata a terapie in corso, come l’uso di farmaci antiipertensivi, o ad altre condizioni di salute che richiedono un inquadramento mirato.
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