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In Italia la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente dai 60 anni, ma quando presentarsi?
Per la stagione 2026-2027, in Italia le campagne di vaccinazione sono previste a partire dall’inizio di ottobre, compatibilmente con la disponibilità dei vaccini. Il momento indicato è quindi quando la tua Regione apre la campagna e il vaccino è disponibile per te.
Non devi cercare un giorno perfetto. Conta arrivare protetto quando il virus circola davvero, e qui entrano in gioco due fatti: il corpo ha bisogno di tempo per costruire la difesa, e nessuno sa in anticipo quando arriverà il picco. Se ottobre ti è sfuggito, puoi vaccinarti anche più avanti nella stagione.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Perché aspettare il freddo non conviene
Dopo l’iniezione il sistema immunitario ha bisogno di tempo. La protezione si sviluppa in circa due settimane: è una stima generale e può variare da persona a persona, ma dà la misura del ritardo con cui la difesa si attiva.
Il secondo fatto riguarda il calendario dell’influenza. In Italia il periodo di massima circolazione cambia da un anno all’altro, quindi vaccinarsi “appena prima del picco” significa puntare su una data che nessuno conosce. Chi aspetta resta scoperto fino al giorno del vaccino e per le due settimane successive.
C’è anche chi ragiona al contrario: la protezione può diminuire nel tempo, quindi tanto vale rimandare. Il dubbio ha una base, ma il picco resta imprevedibile e il rinvio lascia comunque un periodo senza difesa. Per questo l’indicazione è vaccinarsi all’avvio della campagna, senza inseguire un giorno ottimale costruito su misura.
Per chi ha superato i 65 anni la posta in gioco è concreta. Le persone anziane sono più esposte a complicanze gravi dell’influenza, e la vaccinazione è raccomandata per ridurre il rischio di ammalarsi e di sviluppare complicanze.
Il vaccino riduce questo rischio, ma non garantisce di evitare ogni infezione. La sua efficacia cambia di stagione in stagione, in base ai virus che circolano e alle caratteristiche di chi lo riceve.
Se ottobre è già passato
La vaccinazione viene offerta alle persone che ne hanno diritto per tutta la stagione influenzale, anche a chi si presenta in ritardo. Vaccinarsi a novembre o più avanti resta utile. Il beneficio dipende anche da quanto il virus sta già circolando in quel momento.
Un dubbio frequente riguarda chi ha già avuto un episodio simil-influenzale, cioè febbre e disturbi che somigliano all’influenza. Quell’episodio, di per sé, non esclude la vaccinazione stagionale: puoi chiedere comunque di vaccinarti.
Ogni anno una dose, con il vaccino giusto per la tua età
La vaccinazione va ripetuta ogni stagione, anche se ti sei vaccinato l’anno precedente. La protezione si riduce con il passare dei mesi e la composizione dei vaccini viene aggiornata per seguire l’evoluzione dei virus. Negli adulti è prevista normalmente una sola dose per stagione.
Per la stagione 2026-2027 la circolare italiana raccomanda, dai 60 anni, i vaccini antinfluenzali cosiddetti potenziati. Le valutazioni condotte negli ultrasessantacinquenni indicano un possibile vantaggio rispetto ai vaccini standard. I risultati però variano fra prodotti, esiti considerati e stagioni, e nessuno di questi vaccini si è dimostrato sempre il migliore.
Il prodotto che trovi dipende anche dalle forniture della tua Regione. Rimandare per settimane in attesa di una marca precisa ti lascia senza protezione. Conviene chiedere a chi ti vaccina quale vaccino adatto alla tua età è disponibile in quel momento.
Quando parlarne prima con chi ti vaccina
Due situazioni meritano un confronto con il medico o con il personale sanitario prima dell’iniezione:
- una grave reazione a un vaccino avvenuta in passato;
- una malattia acuta moderata o grave in corso al momento dell’appuntamento.
Nel caso di una malattia acuta moderata o grave, il professionista può decidere un rinvio temporaneo della vaccinazione. Un lieve malessere, da solo, non è automaticamente un motivo per rimandare: in caso di dubbio basta segnalarlo a chi somministra il vaccino.
Le due settimane necessarie per costruire la difesa e un picco che non si può prevedere portano alla stessa conclusione: la prima data utile dopo l’apertura della campagna è quella che ti lascia più margine. Se quella data è già passata, la stagione è ancora in corso e la vaccinazione ti viene offerta comunque.
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