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Scoprire valori alterati nelle analisi del sangue può provocare un po’ di apprensione. Se ti accorgi di avere le transaminasi alte (chiamate solitamente AST e ALT), è del tutto naturale chiedersi cosa stia succedendo al proprio corpo. Questi enzimi si trovano normalmente all’interno delle cellule del fegato e di altri tessuti: quando queste strutture subiscono un danno o un’infiammazione, rilasciano una quantità maggiore di transaminasi nel flusso sanguigno. Un loro incremento non indica automaticamente una patologia grave, ma rappresenta un segnale da indagare per individuare la causa dell’alterazione.

Capire le cause del rialzo
Le ragioni dietro l’aumento delle transaminasi sono molteplici. Nella maggior parte dei casi un rialzo lieve o moderato è legato alla steatosi epatica, nota comunemente come fegato grasso, ossia un accumulo di lipidi all’interno delle cellule epatiche spesso associato a sovrappeso o sedentarietà. Altre volte la causa risiede nel consumo di bevande alcoliche, in infezioni virali come le epatiti B e C, nell’assunzione di alcuni farmaci o persino in un allenamento muscolare particolarmente intenso svolto nei giorni immediatamente precedenti il prelievo. Riconoscere l’origine dell’alterazione è fondamentale per capire come agire in modo mirato.
Il ruolo dell’alimentazione e del peso
La tavola rappresenta il tuo strumento più efficace per proteggere il fegato. Seguire un modello alimentare d’ispirazione mediterranea, ricco di verdure, legumi, cereali integrali e grassi sani come l’olio extravergine d’oliva, aiuta a spegnere l’infiammazione e a ridurre i depositi di grasso nel tessuto epatico. Risulta particolarmente utile limitare gli zuccheri semplici e i cibi ultra-processati, poiché richiedono un lavoro metabolico molto gravoso. Se ti trovi in una condizione di sovrappeso, una perdita di peso graduale compresa tra il 5% e il 10% del tuo peso iniziale si dimostra quasi sempre sufficiente per far rientrare i valori nella norma.
Stile di vita e protezione dal carico tossico
Muovere il corpo con regolarità favorisce lo smaltimento dei grassi accumulati e migliora la sensibilità all’insulina, alleviando il lavoro complessivo dell’organismo. Puoi scegliere un’attività aerobica come la camminata a passo sostenuto, la bicicletta o il nuoto, abbinata a brevi sessioni di rinforzo muscolare: ciò che conta davvero è la continuità. Parallelamente è indispensabile eliminare o ridurre al minimo l’alcol, una sostanza che il fegato deve metabolizzare con notevole sforzo. Fai attenzione anche all’uso autonomo di antinfiammatori o integratori fitoterapici, che in alcuni casi possono rivelarsi tossici per le cellule epatiche.
Come comportarsi e quando consultare il medico
Di fronte a un referto alterato la scelta migliore è confrontarti con il tuo medico di medicina generale per inquadrare la situazione senza allarmismi. Le linee guida attuali raccomandano di procedere per gradi: il professionista valuterà se ripetere il prelievo o prescrivere da subito esami di primo livello per individuare la causa, come i test per le epatiti virali, il dosaggio della gamma-GT o un’ecografia addominale. Se le transaminasi risultano molto elevate o si accompagnano a sintomi come colorito giallo della pelle, urine scure o marcata stanchezza, il consulto medico deve essere tempestivo per escludere un danno epatico acuto.
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