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Se hai appena ricevuto i risultati dei tuoi esami del sangue e noti che i valori di ALT e AST sono segnati in rosso, la tua prima reazione potrebbe essere la preoccupazione. Queste sigle identificano le transaminasi, enzimi presenti all’interno delle cellule del fegato e, nel caso della AST, anche nei muscoli e in altri organi. Quando le cellule epatiche subiscono un danno o un’infiammazione, le transaminasi fuoriescono e finiscono nel flusso sanguigno, dove possono essere misurate. È utile interpretare questo dato non come una diagnosi definitiva, ma come un segnale che richiede un inquadramento medico.

Quando il fegato parla senza fare rumore
Molte persone restano sorprese dai risultati alterati perché non avvertono alcun dolore. Il fegato è un organo privo di terminazioni nervose al suo interno e provoca fastidio solo quando si ingrossa e distende la capsula che lo avvolge. Spesso un lieve rialzo delle transaminasi è del tutto asintomatico. A volte è possibile notare segnali aspecifici come una stanchezza persistente che non passa con il riposo o un senso di pesantezza nella parte alta e destra dell’addome. Se il bianco degli occhi assume una sfumatura giallastra o le urine diventano molto scure, la situazione richiede un’attenzione medica immediata, perché indica che il fegato fatica a smaltire la bilirubina, segno di un danno epatico acuto o di una malattia più avanzata.
Le abitudini a tavola che appesantiscono le cellule
La causa più comune di un rialzo moderato delle transaminasi nelle società occidentali è la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica, nota comunemente come steatosi epatica o fegato grasso. Questa condizione è strettamente legata allo stile di vita e all’alimentazione. Un eccesso di calorie e zuccheri semplici, in particolare il fruttosio aggiunto a bevande e cibi industriali, favorisce la sintesi di nuovi grassi. Se questo processo è continuo, i grassi si accumulano all’interno delle cellule epatiche, potendo innescare nel tempo un’infiammazione che fa salire i valori enzimatici. Il consenso scientifico indica che la riduzione del peso corporeo, unita a un calo del consumo di zuccheri e alimenti ultra-processati, è la strategia principale per eliminare gli accumuli di grasso e ridurre lo stato infiammatorio.
Alcol e farmaci sotto la lente d’ingrandimento
Un altro fattore determinante è il consumo di alcol, anche se non ti consideri un forte bevitore. Per alcune persone un consumo regolare può essere sufficiente a mantenere le transaminasi alte, poiché l’alcol ha un effetto tossico diretto sulle cellule epatiche. Spesso si sottovaluta l’impatto dei farmaci da banco o degli integratori alimentari. Il paracetamolo assunto in dosi eccessive o l’uso di estratti erboristici e prodotti naturali possono causare un danno epatico con conseguente rialzo dei valori. Se segui una terapia farmacologica o assumi integratori, è fondamentale riferirlo al medico per escludere una tossicità indotta da queste sostanze.
L’effetto paradosso dell’attività fisica
Può succedere che le transaminasi risultino alte dopo uno sforzo fisico molto intenso o insolito, come una maratona o un allenamento muscolare particolarmente pesante. Le transaminasi, in particolare la AST, sono presenti anche nei muscoli. Se hai praticato sport intenso nei giorni precedenti il prelievo, il rialzo potrebbe non dipendere dal fegato, ma dalle microlesioni muscolari fisiologiche legate all’esercizio. Nel lungo periodo l’attività fisica regolare rappresenta uno degli interventi più efficaci per la salute epatica. Le linee guida attuali raccomandano l’esercizio fisico per migliorare la sensibilità all’insulina e ridurre il grasso viscerale, una delle cause principali di infiammazione del fegato.
Piccoli passi per la salute del fegato
Se i tuoi esami sono alterati, non serve ricorrere a diete drastiche o a cure “detox” prive di validità scientifica. Il modo più efficace e raccomandato per proteggere il fegato è adottare uno stile di vita basato sulla dieta mediterranea, ricca di fibre provenienti da verdura, legumi e cereali integrali. Cerca di raggiungere e mantenere un peso corporeo sano e di idratarti correttamente con acqua, eliminando le bibite zuccherate e le bevande alcoliche. Il medico valuterà i risultati delle analisi per decidere quali approfondimenti prescrivere. Spesso si procede con un’ecografia addominale e con esami del sangue specifici per escludere altre patologie, come le epatiti virali, in modo da avere un quadro clinico completo e impostare la gestione corretta.
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