Tiroide di hashimoto: se non curata cosa può succedere?

Ultima modifica

Preferisci ascoltare il riassunto audio? Abbiamo scelto una voce realizzata con strumenti avanzati IA per rendere rendere i nostri testi subito accessibili a tutti

Chi riceve una diagnosi di tiroidite di Hashimoto sente spesso due parole nella stessa frase: autoimmune e permanente. È naturale chiedersi cosa succeda se quella condizione resta senza terapia. Ma la domanda nasconde un equivoco che vale la pena sciogliere subito, perché la risposta cambia completamente a seconda di cosa si intende per “non curata”.

Hashimoto, infatti, può presentarsi in due modi molto diversi. C’è la persona con anticorpi anti-tiroide elevati ma TSH e FT4 normali: la tiroide è sotto attacco del sistema immunitario, ma per ora produce ormoni a sufficienza. E c’è la persona in cui quell’attacco ha già ridotto la produzione ormonale, con TSH alto e ormoni tiroidei bassi: questo è l’ipotiroidismo vero. Solo la seconda situazione richiede farmaci; la prima richiede controlli nel tempo.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Perché avere gli anticorpi non significa dover assumere farmaci

Se gli esami mostrano anticorpi tiroidei positivi ma i valori di TSH e FT4 restano nella norma, non c’è insufficienza tiroidea da correggere. In questa fase la terapia con levotiroxina non è indicata: quello che serve è monitorare periodicamente il TSH, perché nel tempo la ghiandola può perdere progressivamente capacità funzionale, come segnalano American Thyroid Association e l’istituto statunitense di riferimento sulle malattie endocrine.

Non ha invece molto senso ripetere nel tempo il dosaggio degli anticorpi: una volta confermata la diagnosi, è il TSH il parametro che segnala un eventuale peggioramento. Questa distinzione è importante perché evita due errori opposti: trattare chi non ne ha bisogno, o rassicurarsi troppo senza controllare più nulla.

Cosa cambia quando compare l’ipotiroidismo vero

Quando il TSH sale e gli ormoni tiroidei scendono, la situazione è diversa. In questo caso la terapia di prima scelta è la levotiroxina, quasi sempre a tempo indeterminato, con dosaggio personalizzato e verificato periodicamente con gli esami del sangue.

Se l’ipotiroidismo non trattato prosegue, i sintomi tipici possono comparire o aggravarsi: stanchezza persistente, intolleranza al freddo, stitichezza, pelle secca, dolori muscolari, aumento di peso, rallentamento del battito cardiaco, mestruazioni abbondanti o irregolari. Sono segnali comuni ma aspecifici, che da soli non bastano per una diagnosi: alcune persone con valori alterati non li avvertono affatto, e non ogni stanchezza o ogni chilo in più dipende dalla tiroide.

Sul piano metabolico, l’ipotiroidismo manifesto tende anche a peggiorare il profilo lipidico, soprattutto colesterolo totale e LDL. Una meta-analisi ha osservato che correggere l’ipotiroidismo con levotiroxina riduceva in media il colesterolo totale di circa 58 mg/dL e l’LDL di circa 41 mg/dL, valori che danno un’idea della portata reale dell’effetto, anche se derivano da studi con pazienti e gravità diverse tra loro. Un miglioramento di questo tipo nei valori del sangue non equivale automaticamente a meno infarti o a una vita più lunga: è un indicatore, non una promessa.

Sul lungo periodo, un ipotiroidismo grave e trascurato può contribuire a complicanze cardiovascolari, compresa un’insufficienza cardiaca. Qui però conta molto il contesto: gran parte dei dati viene da studi osservazionali, il rischio appare più solido quando il TSH è persistentemente pari o superiore a 10 mIU/L, e resta meno chiaro nelle forme lievi. Hashimoto può anche produrre un gozzo, cioè un ingrossamento del collo con senso di pressione o difficoltà a deglutire, che può comparire anche prima che la funzione tiroidea sia compromessa.

Le situazioni che meritano più attenzione

Non tutti i TSH leggermente alti raccontano la stessa storia. Con valori tra circa 5 e 10 mIU/L e FT4 normale, la funzione tiroidea non comporta automaticamente le conseguenze dell’ipotiroidismo manifesto: in circa metà di questi casi il TSH torna spontaneamente nella norma senza alcun trattamento. Le linee guida britanniche suggeriscono di considerare la levotiroxina, negli adulti fuori gravidanza, quando il TSH resta almeno a 10 mIU/L confermato in due controlli a tre mesi di distanza; sotto questa soglia la scelta dipende da età, sintomi e quadro clinico complessivo.

Durante la gravidanza il discorso cambia registro. L’ipotiroidismo non trattato o mal controllato è associato a un rischio maggiore di aborto spontaneo, ipertensione gestazionale e parto pretermine, e nelle forme più gravi a possibili effetti sullo sviluppo neurologico del bambino. L’associazione è più solida quando l’ipotiroidismo è manifesto e marcato; per le alterazioni lievi le linee guida più recenti dell’American Thyroid Association segnalano che molti dei dati disponibili sono datati e che il rischio individuale resta difficile da quantificare con precisione. Chi ha Hashimoto e desidera una gravidanza, o è già in gravidanza, dovrebbe discutere i controlli tiroidei con il proprio medico senza rimandare.

C’è infine uno scenario estremo, raro ma da conoscere: un ipotiroidismo grave, trascurato a lungo, può evolvere in crisi mixedematosa, una complicanza potenzialmente letale che si manifesta soprattutto con confusione mentale e ipotermia, a volte scatenata da infezioni, freddo intenso, interventi chirurgici o dall’interruzione improvvisa della terapia. È un evento oggi raro dove diagnosi e cura sono accessibili, non l’esito abituale di Hashimoto. Ma se una persona con ipotiroidismo noto sviluppa confusione, sonnolenza marcata, ipotermia o difficoltà respiratorie, si tratta di un segnale che richiede assistenza medica immediata.

La linea che separa “niente da fare” da “serve la terapia” non passa dai sintomi che si avvertono, ma dai valori di TSH e FT4 misurati nel sangue. È quella misura, ripetuta nel tempo, a dire se la tiroide sta ancora reggendo o se ha bisogno di aiuto.

Per approfondire

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza