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I talloni che si spaccano ai bordi, con quella pelle dura e giallastra che a volte si apre in righe profonde, sono uno dei disturbi della pelle più comuni e quasi sempre hanno una spiegazione semplice. Camminando, il cuscinetto adiposo sotto il tallone si allarga lateralmente sotto il peso del corpo. Se sopra c’è già uno strato di pelle secca e ispessita, quell’espansione la fa letteralmente crepare, come l’argilla secca che si spacca quando il terreno sotto si muove.
Questo meccanismo spiega la maggior parte dei casi, ma non tutti. Ci sono situazioni in cui le fissure tornano sempre, fanno molto male, sanguinano o non guariscono mai del tutto: sono quelle che meritano un’occhiata più attenta, perché dietro possono esserci fattori diversi dalla semplice pelle secca.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Cosa aggrava la pressione sul tallone
Prima di guardare altrove, vale la pena considerare ciò che aumenta il carico meccanico. Stare molte ore in piedi, un peso corporeo elevato, camminare a lungo su superfici dure e soprattutto le scarpe aperte sul retro, come infradito o sandali senza sostegno, lasciano il tallone libero di espandersi ai lati a ogni passo. È lo stesso motivo per cui le fissure peggiorano quasi sempre d’estate.
Una callosità già spessa è più a rischio di aprirsi. Non significa che basti sempre limare la pelle indurita per risolvere il problema, ma è la prima cosa da correggere prima di cercare cause più complicate, perché è la più frequente e la più facile da modificare con calzature adeguate.
Quando sembra un’altra cosa
Se il tallone screpolato è accompagnato da prurito o desquamazione tra le dita, da squame che si estendono sulla pianta e ai lati del piede, o da unghie ispessite e opache, il sospetto si sposta su una micosi: bisogna sospettare una tinea pedis, l’infezione fungina comunemente nota come piede d’atleta, che può estendersi fino al bordo del tallone.
Il problema è che eczema e psoriasi possono avere un aspetto molto simile. Nella psoriasi le fissure tendono a essere bilaterali, con chiazze rosse, spesse e ben delimitate, spesso accompagnate da segni simili su mani o unghie: un quadro compatibile con psoriasi palmoplantare. Distinguere le tre condizioni a occhio non è sempre affidabile nemmeno per chi ha esperienza clinica: nei casi dubbi o che non rispondono al trattamento, un esame microscopico del campione cutaneo dà una risposta più solida di un ciclo di pomata provato per tentativi.
Perché il diabete cambia le regole
Un tallone screpolato non è di per sé un segno di diabete, e non ha senso interpretarlo come un test informale per scoprirne uno non diagnosticato. Nelle persone che già convivono con il diabete, però, la situazione merita più attenzione, per due motivi che si sommano.
Il primo è che la pelle secca del piede può accompagnare una neuropatia autonomica, l’alterazione dei nervi che regolano anche la sudorazione della cute. Il secondo è più delicato: quando a questa si aggiunge la perdita di sensibilità tipica della neuropatia periferica, insieme a una circolazione meno efficiente, un piccolo trauma può passare inosservato e una fissura può faticare a guarire. In questo contesto, callosità e fissure vengono considerate lesioni pre-ulcerative: la raccomandazione è che vengano gestite da personale sanitario formato, non con raspe o lamette a casa, proprio per il rischio maggiore di evoluzione verso un’ulcera.
Per lo stesso motivo, in una persona con diabete, neuropatia o problemi di circolazione, un arrossamento che si allarga attorno alla fessura, calore, gonfiore, dolore crescente o secrezione richiedono una valutazione per un’eventuale possibile infezione, da considerare con più urgenza se compare febbre. Chi ha una sensibilità ridotta ai piedi può avvertire meno dolore del previsto, il che rende ancora più utile guardare il tallone regolarmente invece di aspettare che faccia male.
Cosa aiuta davvero e cosa no
Sul fronte della cura quotidiana, le creme idratanti, in particolare quelle a base di urea, hanno un effetto documentato: nelle persone con diabete e pelle secca del piede migliorano la secchezza cutanea nel giro di poche settimane. Non esiste però una prova che questo si traduca in meno ulcere o amputazioni: sono due traguardi diversi, e solo il primo è stato dimostrato con chiarezza.
Vale anche la pena ricordare che una pelle secca diffusa su tutto il corpo, non solo sui talloni, insieme a stanchezza persistente, freddo tollerato peggio del solito e stitichezza, può comparire nell’ipotiroidismo. È un quadro che si costruisce con più segnali insieme, non con un tallone screpolato isolato: la diagnosi richiede un esame del sangue, non un’ispezione del piede.
Se le fissure sono superficiali, isolate e senza altri sintomi, una crema idratante regolare e scarpe che sostengano il tallone risolvono la gran parte dei casi. Il momento di chiedere una valutazione è quando il problema si ripete nonostante questo, quando la pelle attorno cambia aspetto in modo netto, o quando entra in gioco un diabete già diagnosticato: lì la soglia per farsi controllare si abbassa, non perché il tallone screpolato sia diverso, ma perché le conseguenze di trascurarlo lo sono.
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