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Ma tu lo sai che mangi più o meno un chilo di soia alla settimana? E che la mangi nel modo più stupido possibile?
Sono serio…
Mi spiego meglio… c’è un modo geniale per sprecare un alimento sano, ricco di proteine e potenzialmente sostenibile: coltivarlo in quantità industriali, spremerlo per bene, trasformarlo e poi… darlo da mangiare a mucche, maiali e polli.
E infine mangiarci loro.
Ecco, questo è il modo peggiore di mangiare la soia: indirettamente, dopo essere passata per l’intestino di un altro animale.
Perché è un problema?

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Intanto c’è l’impatto ambientale: quasi l’80% della soia coltivata nel mondo non la mangiano i vegani tristi, no, ma gli animali da allevamento ed è un problema perché per ottenere un chilo di carne, servono chili e chili di soia, cereali, acqua, energia, e una quantità di terra che farebbe inorridire un qualsiasi contadino dell’antichità. Una resa inefficiente e paradossale, considerando che potremmo mangiarli direttamente – i cereali, non i contadini.
Invece no: coltiviamo tonnellate di mais e soia per ingrassare animali in batteria e produrre carne di qualità pessima, poverissima di omega 3, e con un’efficienza pari a quella di scaldare una stanza lasciando aperte le finestre.
E non è nemmeno una scelta furba per la salute: un’alimentazione con più vegetali e meno carne, e quella poca che sia di qualità eccellente, è associata a un rischio minore di malattie croniche. Sì, sai quella roba noiosa tipo infarti, diabete, cancro.