E tu lo sai che i sogni possono anticipare una malattia?

Ultima modifica

Preferisci ascoltare il riassunto audio?

Quando un paziente racconta un sogno vivido e angosciante, per esempio di ammalarsi gravemente, la reazione più comune è attribuirlo, nella peggiore delle ipotesi, a semplice ansia o stress.

Per molto tempo questa spiegazione è sembrata più che sufficiente.

Tuttavia un filone di ricerca neuroscientifica in crescita suggerisce che, almeno in alcuni casi, certi sogni possano avere un significato biologico più profondo e precedere l’esordio clinico di una malattia.

È importante chiarirlo subito, non stiamo parlando di premonizioni o interpretazioni simboliche in senso esoterico: la letteratura scientifica si concentra su meccanismi neurobiologici misurabili e su associazioni statistiche osservate in studi clinici.

Cosa sono i sogni “prodromici”

Immagine concettuale relativa a una donna che ha avuto un incubo

Alcune persone riferiscono sogni particolarmente realistici, emotivamente intensi e difficili da dimenticare, in cui scoprono di avere una specifica malattia. Questi sogni, definiti prodromici, si distinguono dai sogni comuni proprio per la loro persistenza nella memoria e per il contenuto spesso minaccioso.

Per anni queste osservazioni sono rimaste aneddotiche. Oggi però iniziano a essere interpretate alla luce di modelli neuroscientifici plausibili. Un lavoro teorico pubblicato nel 2025 su Frontiers in Psychiatry propone che, durante il sonno REM, il cervello elabori segnali provenienti dagli organi interni, come variazioni autonomiche o viscerali molto precoci. Se questi segnali non coincidono con le previsioni del cervello, si genera un errore di previsione che, in uno stato onirico caratterizzato da forte immaginazione e scarso contatto con la realtà esterna, può trasformarsi in immagini di malattia o pericolo.

Il caso emblematico del Parkinson

Il legame più solido tra sogni e malattia riguarda le patologie neurodegenerative, in particolare il morbo di Parkinson. Da tempo è noto che un disturbo chiamato disturbo comportamentale del sonno REM, in cui le persone “mettono in scena” fisicamente i sogni, può comparire molti anni prima dei sintomi motori.

Una revisione del 2025 pubblicata sul Journal of Sleep Research e una metanalisi precedente mostrano dati impressionanti. Tra le persone con questo disturbo isolato, circa un terzo sviluppa Parkinson o demenza a corpi di Lewy entro cinque anni, e le stime arrivano a oltre il 90% entro 14 anni. Non si tratta quindi di un semplice disturbo del sonno, ma di un possibile segnale precoce di neurodegenerazione.

Incubi e rischio futuro

Altri studi osservazionali indicano che sogni frequenti e angoscianti, se presenti negli anni immediatamente precedenti la diagnosi, sono associati a un aumento del rischio di Parkinson. Questi dati non permettono di fare diagnosi, ma suggeriscono che i cambiamenti nel contenuto onirico possano riflettere alterazioni cerebrali molto precoci.

Cosa significa nella pratica clinica

Dal punto di vista medico, un sogno non equivale mai a una diagnosi.

Tuttavia, se una persona riferisce incubi intensi, sogni ripetitivi di malattia o comportamenti anomali durante il sonno, una valutazione può essere appropriata. In alcuni casi può essere utile uno studio del sonno per escludere disturbi specifici, effetti collaterali legati ai farmaci o apnea notturna.

La ricerca attuale suggerisce prudenza ma anche attenzione. I sogni, in particolare quelli persistenti e disturbanti, potrebbero un giorno entrare a far parte di un insieme più ampio di segnali precoci, insieme ad altri sintomi come la perdita dell’olfatto o alcune alterazioni dell’umore. Per ora restano un indizio interessante, non una prova.

Fonte

Articoli Correlati
Articoli in evidenza