Antinfiammatori e protettore gastrico: serve sempre? No, non è così

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Non è necessario assumere un protettore gastrico ogni volta che utilizzi un antinfiammatore. Se sei una persona giovane, in salute e hai bisogno di una singola compressa per un mal di testa occasionale, il tuo stomaco è perfettamente in grado di gestire la situazione senza aiuti esterni. La protezione diventa una risorsa fondamentale solo quando il rischio di lesioni alla mucosa aumenta a causa della durata della terapia, del dosaggio o di condizioni personali che ti rendono più vulnerabile.

Come agiscono questi farmaci sullo stomaco

Gli antinfiammatori non steroidei, chiamati comunemente FANS (come l’ibuprofene, l’aspirina o il naprossene), agiscono bloccando la produzione di sostanze che causano dolore e infiammazione. Queste stesse sostanze hanno però anche il compito di proteggere le pareti dello stomaco, stimolando la produzione di un muco protettivo che fa da scudo contro l’acidità gastrica. Quando assumi un antinfiammatore la barriera naturale si indebolisce temporaneamente.

I cosiddetti protettori gastrici, che tecnicamente sono inibitori di pompa protonica, intervengono riducendo drasticamente la quantità di acido prodotta dallo stomaco. In questo modo anche se la difesa naturale è meno efficiente, l’ambiente meno acido impedisce che si formino erosioni o ulcere. È una sorta di equilibrio forzato che i medici cercano di stabilire per evitare danni alla mucosa.

Quando la protezione diventa necessaria

Esistono situazioni specifiche in cui il ricorso al protettore è indicato dalle principali linee guida internazionali per la tua sicurezza. Se hai superato i 65 anni la tua mucosa gastrica è fisiologicamente più sottile e delicata. Il rischio aumenta sensibilmente anche se in passato hai sofferto di ulcera o sanguinamenti gastrointestinali, o se ti trovi a dover seguire una terapia antinfiammatoria prolungata, per esempio per gestire un dolore cronico articolare.

Particolare attenzione è richiesta se assumi contemporaneamente altri farmaci che possono interferire con la coagulazione o con la rigenerazione dei tessuti. Se utilizzi anticoagulanti, aspirina a basso dosaggio per la prevenzione cardiovascolare o cortisonici, l’uso del protettore è spesso raccomandato per prevenire complicazioni come il sanguinamento gastrico. In questi casi la protezione non è una scelta facoltativa ma una parte integrante della terapia.

I rischi di un uso eccessivo o non giustificato

Potresti essere tentato di assumere il protettore gastrico sempre, considerandolo una sorta di scudo universale senza controindicazioni. In realtà questi farmaci non dovrebbero essere consumati come se fossero caramelle. Un uso prolungato e non necessario può alterare l’equilibrio del tuo sistema digerente. L’acidità dello stomaco è infatti essenziale per eliminare alcuni batteri presenti nel cibo e per assorbire correttamente micronutrienti fondamentali come la vitamina B12, il ferro, il magnesio e il calcio.

Se il tuo dolore è transitorio e non rientri nelle categorie di rischio, aggiungere un farmaco per proteggerne un altro potrebbe non darti alcun beneficio reale e esporti inutilmente al rischio di effetti avversi. La scelta di assumere un protettore dovrebbe nascere sempre da una valutazione del rapporto tra benefici attesi ed eventuali effetti indesiderati legati alla durata del trattamento.

Strategie quotidiane per limitare i rischi

Esistono accorgimenti pratici che puoi adottare per proteggere il tuo stomaco senza necessariamente ricorrere a un ulteriore farmaco. Assumere l’antinfiammatore a stomaco pieno non blocca l’effetto sistemico del farmaco sulla produzione di muco, ma riduce l’irritazione locale immediata e la sensazione di bruciore che potresti avvertire dopo l’ingestione. Scegliere di mangiare uno spuntino leggero prima della dose può fare la differenza nel tuo comfort quotidiano.

Valuta sempre se il dolore che provi può essere gestito con alternative meno aggressive per l’apparato digerente. Per un dolore muscolare localizzato potresti trovare sollievo utilizzando pomate, gel o cerotti medicati che rilasciano il farmaco solo dove serve, minimizzando la quantità che entra in circolo. Se ti accorgi di aver bisogno di antinfiammatori per molti giorni consecutivi, è opportuno consultare il tuo medico di medicina generale per identificare la causa del dolore invece di limitarti a tamponarne gli effetti collaterali.

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