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Se soffri di pressione bassa, ti sarà capitato spesso di ricevere il consiglio di tenere in borsa un tronchetto di liquirizia pura. Questa raccomandazione popolare ha fondamenta scientifiche solide: la liquirizia non è solo una caramella o una radice aromatica, ma contiene un principio attivo chiamato glicirrizina che agisce in modo diretto sulla regolazione dei liquidi e dei sali nel tuo organismo. Il consumo regolare di questa radice può aiutarti a contrastare la tendenza all’ipotensione, ma è fondamentale capire come questo meccanismo influenzi il tuo corpo per non eccedere nelle dosi.

Perché la liquirizia alza la pressione
Il segreto della liquirizia risiede nella sua capacità di interagire con alcuni ormoni che regolano l’equilibrio tra acqua e sali minerali. Quando consumi liquirizia pura, la glicirrizina blocca temporaneamente la degradazione del cortisolo. Questo processo porta il rene a trattenere sodio e acqua, eliminando al contempo più potassio. L’aumento di sodio e liquidi nel circolo sanguigno si traduce in un incremento della pressione arteriosa.
L’effetto sulla pressione arteriosa non è immediato. Il meccanismo renale indotto dalla glicirrizina richiede un’assunzione regolare per giorni o settimane prima di manifestare un reale incremento dei valori pressori. Questo rende la liquirizia inefficace per trattare i cali improvvisi di pressione o i capogiri acuti, mentre il consenso scientifico ne riconosce la potenziale utilità come supporto nel caso di ipotensione cronica, richiedendo in ogni caso un consumo consapevole.
Le quantità sicure per il consumo quotidiano
Non tutta la liquirizia è uguale e la concentrazione di principio attivo varia enormemente tra i diversi prodotti in commercio. Per ottenere un effetto senza correre rischi, le linee guida attuali indicano come limite sicuro per un adulto sano circa 100 milligrammi di glicirrizina al giorno. In termini pratici, questa quantità corrisponde a circa 10-20 grammi di liquirizia pura o a un paio di tazze di infuso preparato con la radice essiccata.
Se superi regolarmente queste dosi, potresti andare incontro a effetti indesiderati legati alla perdita eccessiva di potassio, come stanchezza muscolare, crampi o, nei casi più seri, alterazioni del ritmo cardiaco. Se scegli le caramelle gommose o i prodotti “al gusto di liquirizia”, controlla bene l’etichetta: spesso contengono solo aromi e molto zucchero, risultando del tutto inefficaci per alzare la pressione e aggiungendo calorie inutili alla tua dieta. La liquirizia pura, quella nera e dal sapore intenso, rimane la scelta migliore per lo scopo.
Quando la liquirizia diventa un rischio
Esistono situazioni in cui anche una piccola quantità può essere controindicata. Se tendi ad avere la pressione alta, anche se solo occasionalmente, o se assumi farmaci per il cuore e la circolazione, l’uso della liquirizia va evitato perché può interferire con le terapie o peggiorare l’ipertensione. Le donne in gravidanza dovrebbero limitarne drasticamente il consumo, poiché livelli elevati di glicirrizina sono stati associati a possibili complicazioni nello sviluppo del feto.
Chi soffre di malattie renali o epatiche deve prestare particolare attenzione: il corpo potrebbe non essere in grado di gestire correttamente le variazioni di sali minerali indotte dalla radice. Se ti accorgi di avere le caviglie gonfie o di notare una ritenzione idrica insolita dopo aver mangiato liquirizia, è un segnale che il tuo corpo sta trattenendo troppi liquidi ed è opportuno sospenderne l’assunzione.
Oltre la liquirizia: abitudini per la pressione bassa
La gestione della pressione bassa passa soprattutto attraverso piccoli cambiamenti nelle tue abitudini quotidiane. Se senti spesso la testa leggera quando ti alzi bruscamente, assicurati prima di tutto di bere a sufficienza. Una idratazione costante mantiene il volume del sangue adeguato, facilitando il lavoro del cuore.
Puoi anche provare a frazionare i pasti: digestioni troppo impegnative richiamano molto sangue verso l’addome, sottraendolo al cervello e causando sonnolenza o cali di pressione post-prandiali. Aggiungere un pizzico di sale in più alle pietanze, se non hai controindicazioni mediche, e preferire l’uso di calze a compressione graduata sono strategie sicure e sostenibili nel lungo periodo. Se nonostante questi accorgimenti la pressione bassa limita la tua qualità della vita, è opportuno parlarne con il tuo medico per escludere carenze di ferro o vitamine.