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Infarto e ictus non si distribuiscono in modo casuale nell’arco della giornata.
Da decenni la letteratura cardiovascolare documenta un chiaro andamento circadiano degli eventi cardiovascolari acuti, con un aumento significativo del rischio in specifiche fasce orarie. Conoscere questi meccanismi aiuta a capire meglio perché alcune persone sono più vulnerabili in certi momenti della giornata e come prevenire gli eventi.
Il momento più critico: le prime ore del mattino
Numerosi studi epidemiologici mostrano che il picco di incidenza di infarto miocardico e ictus ischemico si verifica nelle prime ore del mattino, in particolare tra le 6 e le 12.
In questa fascia oraria il rischio di infarto può aumentare fino al 40 per cento rispetto ad altri momenti della giornata. Un andamento simile è stato osservato anche per l’ictus ischemico e per la morte cardiovascolare improvvisa.
Questo fenomeno è stato confermato in popolazioni diverse ed è indipendente da sesso e area geografica.
Perché il mattino è più pericoloso

Il motivo non è casuale, ma legato a precisi cambiamenti fisiologici che avvengono al risveglio.
Nelle prime ore del mattino si verifica:
- Aumento della pressione arteriosa
- Incremento della frequenza cardiaca
- Maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico
- Aumento della rigidità dei vasi sanguigni
- Maggiore aggregabilità delle piastrine
Questo insieme di fattori favorisce la formazione di trombi e la rottura di placche aterosclerotiche già presenti, innescando infarto o ictus.
Il ruolo del “morning surge” pressorio
Uno dei meccanismi più studiati è il cosiddetto aumento pressorio mattutino. In soggetti predisposti, come ipertesi, diabetici o anziani, questo incremento può essere eccessivo.
Le linee guida riconoscono che una pressione particolarmente alta al mattino è associata a un rischio maggiore di ictus rispetto a valori elevati in altri momenti della giornata.
Esistono altri momenti a rischio?
Dopo il picco mattutino, il rischio cardiovascolare tende a ridursi, ma non scompare.
Alcuni studi segnalano un secondo, più modesto aumento nel tardo pomeriggio o nelle prime ore serali, probabilmente legato allo stress accumulato durante la giornata e all’attività fisica o lavorativa.
Durante la notte, in condizioni normali, il rischio è più basso grazie alla riduzione fisiologica della pressione e della frequenza cardiaca.
Chi è più esposto al rischio mattutino
Il rischio di eventi cardiovascolari al mattino è maggiore in presenza di:
- Ipertensione arteriosa non ben controllata
- Diabete
- Fumo
- Apnea ostruttiva del sonno
- Età avanzata
- Aterosclerosi
In queste persone, i meccanismi fisiologici del risveglio diventano più pronunciati e pericolosi.
Cosa significa in termini di prevenzione
Sapere che il rischio è più alto al mattino ha importanti implicazioni pratiche. Le linee guida suggeriscono che il controllo pressorio e cardiovascolare debba coprire efficacemente anche le ore notturne e le prime ore del giorno.
Questo riguarda sia lo stile di vita, come sonno regolare, riduzione del sale e gestione dello stress, sia la corretta assunzione delle terapie prescritte, sempre secondo indicazione medica.
Per approfondire: A che ora prendere la pastiglia per la pressione?
Conclusioni
Infarto e ictus si verificano più spesso nelle prime ore del mattino, quando l’organismo attraversa una fase di intensa attivazione cardiovascolare. Questo non deve generare allarmismo, ma consapevolezza. Un controllo accurato dei fattori di rischio e uno stile di vita adeguato riducono in modo significativo la probabilità di eventi, anche nelle fasce orarie più critiche.