Ti svegli spesso per urinare? Ecco quando non è più normale a 60 anni

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Se ti accorgi di doverti alzare una volta per notte per svuotare la vescica dopo aver superato i sessant’anni, sappi che rientri in quella che la medicina considera la normalità fisiologica. La nicturia, ovvero la necessità di interrompere il sonno per urinare, diventa un segnale meritevole di approfondimento medico quando i risvegli sono due o più per notte in modo costante, o quando l’urgenza influisce pesantemente sulla qualità del tuo riposo e sulla tua energia durante il giorno. Non è quasi mai l’unico sintomo di una patologia grave, ma è un indicatore prezioso di come il tuo corpo sta gestendo i liquidi e di come stanno cambiando i tuoi ritmi biologici.

Perché il corpo cambia i ritmi notturni

L’invecchiamento porta con sé alcune modifiche naturali che rendono i risvegli notturni più probabili. Con il passare degli anni la capacità della vescica tende a ridursi, rendendola meno elastica e meno capace di contenere grandi volumi di urina. Contemporaneamente i reni perdono parte della loro capacità di concentrare le urine durante le ore di buio. Se da giovani produciamo un ormone chiamato vasopressina che ordina ai reni di rallentare la produzione di urina mentre dormiamo, dopo i sessant’anni questa produzione ormonale può diminuire. Ti ritroverai quindi con una vescica che tiene meno e reni che lavorano quasi allo stesso ritmo sia di giorno che di notte.

Il ruolo dello stile di vita e della circolazione

Molte persone notano che la necessità di urinare aumenta se durante il giorno tendono ad avere le gambe gonfie. Quando resti in piedi o seduto a lungo, i liquidi si accumulano per gravità nei tessuti degli arti inferiori. Nel momento in cui ti sdrai per dormire, quei liquidi rientrano nel circolo sanguigno e i reni, filtrandoli, producono nuova urina proprio mentre cerchi di riposare. Anche l’alimentazione gioca un ruolo decisivo. Un consumo eccessivo di sale a cena trattiene i liquidi che il corpo cercherà di espellere durante la notte. Lo stesso accade con l’alcol, che ha un effetto diuretico immediato e al contempo irritante per le pareti della vescica, rendendo lo stimolo più imperioso e difficile da ignorare.

Segnali che richiedono un parere medico

Esistono situazioni in cui alzarsi di notte non è solo una questione di età o di abitudini. Se noti un flusso debole, difficoltà a iniziare la minzione o una sensazione di svuotamento incompleto, potresti essere in presenza di un ingrossamento della prostata, una condizione molto comune negli uomini chiamata ipertrofia prostatica benigna. Nelle donne, invece, la causa può essere legata a un cedimento del pavimento pelvico dopo la menopausa. È opportuno consultare il medico anche se la nicturia compare all’improvviso, se provi bruciore o se noti una sete eccessiva durante il giorno, poiché questi potrebbero essere segnali precoci di diabete o di una ridotta efficienza del muscolo cardiaco che fatica a gestire il volume dei liquidi circolanti.

Strategie pratiche per migliorare il riposo

Puoi mettere in atto diversi accorgimenti prima di ricorrere a terapie farmacologiche. Una strategia efficace consiste nel limitare l’assunzione di liquidi nelle due o tre ore precedenti il sonno, cercando però di bere a sufficienza durante la mattina e il pomeriggio per non disidratarti. Se soffri di gonfiori alle caviglie, prova a riposare nel tardo pomeriggio con le gambe sollevate rispetto al livello del cuore: questo aiuterà i reni a processare i liquidi in eccesso prima che tu vada a letto. Ridurre il caffè e il tè dopo il primo pomeriggio può fare una grande differenza, poiché la caffeina agisce come stimolante diretto del muscolo vescicale. Se prendi farmaci diuretici per la pressione alta, verifica con il tuo medico se è possibile assumerli al mattino presto invece che nel pomeriggio, così da esaurire il loro effetto prima dell’ora del riposo.

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