Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. L’uso della melatonina nei bambini, anche se supportato da evidenze scientifiche, deve sempre essere valutato e prescritto dal pediatra curante o da uno specialista. Ogni intervento sul sonno in età pediatrica richiede una valutazione individuale attenta delle cause e delle possibili alternative terapeutiche. Non somministrare mai farmaci o integratori ai bambini di propria iniziativa.
Un’importante revisione sistematica della letteratura e meta analisi, pubblicata sulla rivista Sleep Medicine Reviews e condotta dall’Università di Pisa in collaborazione con l’IRCCS Fondazione Stella Maris, ha offerto per la prima volta raccomandazioni dettagliate e basate sull’evidenza per l’uso della melatonina nei bambini con disturbi del sonno. L’obiettivo del lavoro è colmare un vuoto importante nella pratica clinica, dato che fino ad oggi non esistevano linee guida chiare, condivise e validate sull’uso di questo ormone in ambito pediatrico, nonostante un sempre più diffuso utilizzo.
Melatonina: cos’è e a cosa serve

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La melatonina è un ormone naturale prodotto dalla ghiandola pineale, situata alla base del cervello, in risposta alla diminuzione della luce ambientale. La sua funzione principale è regolare il ritmo circadiano, ovvero l’alternanza sonno-veglia nell’arco delle 24 ore. In condizioni normali, la secrezione di melatonina aumenta nelle ore serali, favorendo la comparsa del sonno.
La somministrazione esogena di melatonina – come farmaco o integratore – viene spesso impiegata nei bambini che presentano difficoltà ad addormentarsi o a mantenere un sonno regolare, in particolare in presenza di disturbi del neurosviluppo come disturbi dello spettro autistico, ADHD o disabilità intellettive, ma fino ad oggi l’uso diffuso di melatonina in età pediatrica si è spesso basato su indicazioni empiriche, foglietti illustrativi generici o esperienze personali, in assenza di una solida base scientifica per quanto riguarda dose, tempistiche e durata del trattamento.
Come si usa?
Il gruppo di ricerca ha analizzato 21 studi clinici controllati e randomizzati, pubblicati fino al 30 aprile 2024, focalizzati su bambini in età prepuberale con disturbi del sonno. La revisione ha incluso sia bambini neurotipici che con disturbi del neurosviluppo, confrontando gli effetti della melatonina rispetto al placebo.
Le principali evidenze emerse:
- Orario di somministrazione: la massima efficacia si ottiene quando la melatonina viene assunta circa 3 ore prima dell’orario desiderato di addormentamento. Questo rappresenta un cambiamento rilevante rispetto alla prassi clinica abituale, che spesso consiglia l’assunzione poco prima di andare a letto. L’anticipo è cruciale per permettere alla melatonina di agire sui meccanismi circadiani, non solo come ipnotico diretto.
- Dosaggio ottimale: la dose più frequentemente associata a beneficio clinico nei bambini varia tra 2 e 4 mg al giorno. Dosi superiori non sembrano aumentare l’efficacia e possono esporre a maggiori effetti collaterali, anche se la melatonina ha generalmente un buon profilo di sicurezza.
- Durata del trattamento: per ottenere risultati stabili e duraturi, il trattamento dovrebbe proseguire per diverse settimane, anche oltre il mese, sempre sotto controllo medico. Non si tratta di un intervento da usare saltuariamente o per brevi periodi, come nel caso del jet lag.
- Popolazioni più responsive: i benefici più consistenti sono stati osservati nei bambini con disturbi del neurosviluppo, ma anche i bambini neurotipici hanno mostrato un miglioramento nella latenza di addormentamento e nella qualità generale del sonno.
Importanza di un uso consapevole
Sebbene la melatonina sia un composto naturale e generalmente sicuro, il suo utilizzo in età pediatrica deve sempre avvenire su indicazione e sotto supervisione medica, soprattutto per la variabilità interindividuale nella risposta al trattamento. Non esistono attualmente formulazioni pediatriche universalmente approvate in tutti i Paesi, e spesso si ricorre a integratori alimentari la cui qualità può essere disomogenea.
Inoltre, è fondamentale inquadrare l’uso della melatonina nell’ambito di un intervento più ampio, che includa:
- Educazione al sonno (sleep hygiene)
- Routine regolari prima di dormire
- Riduzione dell’esposizione a schermi e luci artificiali in fascia serale
- Eventuale trattamento dei disturbi comportamentali o neurologici sottostanti
Fonte: ilfarmacistaonline.it